Omelia 94: E' bene per voi che io me ne vada.

Sant'Agostino d'Ippona

Omelia 94: E' bene per voi che io me ne vada.
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E' bene per voi che vi venga sottratta la presenza fisica, affinché mi possiate cercare e amare di un amore più libero e più maturo. Così crescerete e non rimarrete bambini.

1. Il Signore Gesù, dopo aver predetto ai suoi discepoli le persecuzioni che avrebbero dovuto soffrire dopo la sua partenza, soggiunse: Queste cose non ve le ho dette fin da principio perché ero con voi. Adesso, però, vado a colui che mi ha mandato (Gv 16, 5). La prima cosa da vedere qui è se precedentemente aveva o no già predetto le persecuzioni. Gli altri tre evangelisti dimostrano chiaramente che egli ne aveva parlato anche prima di venire alla cena (cf. Mt 24, 9; Mc 13, 9-13; Lc 21, 12-17); mentre, secondo Giovanni, egli ne parlò solo alla fine della cena, quando disse: Queste cose non ve le ho dette fin da principio perché ero con voi. Si può risolvere la questione rispondendo che anche dagli altri evangelisti risulta che egli era prossimo alla passione quando diceva queste cose. Dunque non disse queste cose fin dal primo momento che era con loro, perché ormai stava per partire e andare al Padre e perciò anche presso gli altri evangelisti si trova la conferma che Gesù pronunciò queste parole: Queste cose non ve le ho dette fin dal principio. Ma come si salva la veracità del Vangelo secondo Matteo, il quale afferma che il Signore preannunziò queste cose non solo a Pasqua, poco prima della Cena e nell'imminenza della Passione, ma fin dal principio, quando i dodici Apostoli vengono presentati con il loro nome e inviati a compiere le opere di Dio (cf. Mt 10, 17)? In che senso allora si devono intendere queste parole del Signore: Queste cose non ve le ho dette fin dal principio perché ero con voi? Non forse nel senso che egli parla dello Spirito Santo, che sarebbe sceso sui discepoli per rendere a lui testimonianza, quando essi avrebbero dovuto subire tutti questi patimenti e di cui non aveva parlato fin dal principio perché egli era con loro?

2. Questo Consolatore o Avvocato (il greco Paracleto ha questi due significati) era necessario dopo la partenza di Cristo, e perciò egli non ne aveva parlato fin dal primo momento che era con loro e li confortava con la sua presenza. Ma essendo ormai sul punto di partire, era necessario che annunciasse la venuta dello Spirito Santo, per mezzo del quale doveva essere riversata la carità nei loro cuori rendendoli capaci di proclamare con fiducia la parola di Dio; e così, mentre lo Spirito Santo avrebbe reso testimonianza a Cristo dentro di loro, essi stessi gli avrebbero reso testimonianza, senza scandalizzarsi quando i Giudei ostili li avessero cacciati dalle sinagoghe e li avessero uccisi credendo con ciò di rendere culto a Dio. Perché la carità, che doveva essere riversata nei loro cuori mediante il dono dello Spirito Santo (cf. Rm 5, 5), sopporta tutto (cf. 1 cor 13, 7). Ecco dunque il senso completo delle sue parole: egli voleva fare dei discepoli i suoi martiri, cioè i suoi testimoni, per mezzo dello Spirito Santo: sostenuti dalla sua forza operante in loro, essi sarebbero stati capaci di affrontare le più dure persecuzioni, e, infiammati da quel fuoco divino, non si sarebbe raffreddato in loro l'ardore della predicazione. Dunque: Vi ho detto queste cose affinché, quando verrà l'ora, ve ne ricordiate che io ve l'ho detto (Gv 16, 4). Cioè, vi ho detto queste cose, non soltanto perché dovrete subirle, ma anche perché, quando verrà il Paracleto e mi renderà testimonianza, non abbiate a tacere per paura, ma mi rendiate, anche voi, testimonianza. Queste cose non ve le ho dette fin dal principio perché ero con voi, e vi consolavo con la mia presenza corporale sensibile, quale si conveniva a voi ancora bambini.

3. Adesso, però, vado a colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? (Gv 16, 5). Egli vuol far capire che se ne andrà in modo tale che nessuno avrà più bisogno d'interrogarlo, perché lo vedrà chiaramente con gli occhi del corpo. Prima infatti gli avevano chiesto dove andasse, ed egli aveva risposto che dove egli andava essi non potevano per allora seguirlo (cf. Gv 13, 36); ora egli annuncia che se ne andrà in modo tale che nessuno di loro avrà bisogno di chiedergli: dove vai? Quando infatti si allontanò da loro, lo avvolse una nube, e mentre egli se ne andava in cielo, i discepoli lo seguirono con lo sguardo, in silenzio (cf. At 1, 9-11).

[Crescere per accogliere lo Spirito Santo.]

4. Invece, perché vi ho detto queste cose, la tristezza vi ha riempito il cuore (Gv 16, 6). Notava l'effetto che le sue parole producevano nei loro cuori: privi ancora della consolazione spirituale, che mediante l'inabitazione dello Spirito Santo avrebbero sperimentato, temevano di perdere ciò che in Cristo vedevano esteriormente. E siccome non potevano dubitare che Cristo dicesse la verità, non rimanendo loro alcun dubbio che lo avrebbero perduto, erano contristati nella loro umana sensibilità al pensiero di rimanere privi della sua presenza fisica. Ma il Signore sapeva che cosa era meglio per loro; sapeva che sarebbe stata meglio per loro la visione interiore con cui li avrebbe consolati lo Spirito Santo, il quale non avrebbe offerto ai loro occhi un corpo visibile, ma avrebbe realizzato la sua presenza nel cuore dei fedeli. Ed ecco il suo annuncio: Tuttavia, io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non vado non verrà a voi il Paracleto; ma se vado, ve lo manderò (Gv 16, 7). E' come se avesse detto: E' bene per voi che questa forma di servo si allontani da voi; è vero, io abito in mezzo a voi come Verbo fatto carne, ma non voglio che continuiate a rimanere attaccati a me in modo sensibile; non voglio che, soddisfatti di questo latte, desideriate restare sempre bambini. E' bene per voi che io me ne vada, perché se non vado non verrà a voi il Paracleto. Se non vi sottraggo i delicati alimenti con cui vi ho allevati, non sentirete il desiderio di un cibo più solido; se con mentalità carnale restate attaccati alla carne, non sarete mai in grado di accogliere lo Spirito. Infatti che significa: Se non vado non verrà a voi il Paracleto; se, invece, io vado, ve lo manderò? Forse che restando qui sulla terra, non poteva mandarlo? Come si può dire questo? Egli infatti non si era allontanato da dove si trovava lo Spirito Santo, in quanto per venire da noi non si era affatto allontanato dal Padre. E inoltre, perché non poteva inviarlo mentre stava qui in terra, dato che sappiamo che lo Spirito Santo scese e si fermò sopra di lui, quando fu battezzato (cf. Gv 1, 32)? E non sappiamo anzi che lo Spirito Santo non ha mai potuto separarsi da lui? E allora, che significano le parole: Se non vado non verrà a voi il Paracleto, se non questo: non potete ricevere lo Spirito Santo finché pretendete di conoscere Cristo secondo la carne? Ecco perché colui che aveva già ricevuto lo Spirito Santo, diceva: E se anche abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così (2 Cor 5, 16). Egli non conosceva più secondo la carne la carne di Cristo, in quanto conosceva secondo lo Spirito il Verbo fatto carne. E' questo che ha voluto far capire il Maestro buono dicendo: Se non vado non verrà a voi il Paracleto; ma se vado, ve lo manderò.

5. Dopo che Cristo se ne andò privandoli della sua presenza fisica, cominciarono a realizzare la loro presenza spirituale in essi non solo lo Spirito Santo, ma anche il Padre e il Figlio. Se infatti, andandosene il Cristo, lo Spirito Santo fosse venuto a realizzare la sua presenza in noi, non con lui, ma al posto di lui, in che modo il Cristo avrebbe mantenuto la promessa: Ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo (Mt 28, 20), e quell'altra: Verremo a lui - io e il Padre - e prenderemo dimora presso di lui (Gv 14, 23)? Anche per lo Spirito Santo, infatti, la promessa era che sarebbe stato mandato per rimanere con essi in eterno. Ma poiché lo Spirito li avrebbe fatti diventare spirituali, da grossolani e infantili quali erano, essi sarebbero divenuti più capaci di accogliere e possedere il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. E' assolutamente inconcepibile che in un'anima possa esservi il Padre senza il Figlio e lo Spirito Santo, oppure il Padre e il Figlio senza lo Spirito Santo, o il Figlio senza il Padre e lo Spirito Santo, o lo Spirito Santo senza il Padre e il Figlio, o il Padre e lo Spirito Santo senza il Figlio. Dove c'è uno di essi, ci sono tutti e tre, perché c'è la Trinità che è un solo Dio. Ma era opportuno rivelare la Trinità in modo che, pur non essendovi alcuna differenza di natura, fosse tuttavia chiara la distinzione delle persone; la quale distinzione non potrà mai essere considerata, da chi la intende bene, come una separazione di natura.

6. Il Signore prosegue dicendo: E, venuto, egli confonderà il mondo quanto a peccato, a giustizia, a giudizio: quanto a peccato, perché non credono in me; quanto a giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; quanto a giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato (Gv 16, 8-11). Si direbbe che non esiste altro peccato che quello di non credere in Cristo, che sia giustizia anche il non vedere Cristo, e che il giudizio consiste nel fatto che il principe di questo mondo, cioè il diavolo, è stato giudicato. Tutto ciò è molto oscuro e la spiegazione non può essere contenuta nei limiti di questo discorso, affinché la brevità non lo faccia diventare ancor più oscuro. E' meglio quindi rinviare la spiegazione ad un altro discorso, contando sull'aiuto del Signore.

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