Omelia 93: La testimonianza dei discepoli.

Sant'Agostino d'Ippona

Omelia 93: La testimonianza dei discepoli.
65

Lo Spirito rende testimonianza nei loro cuori, ed essi rendono testimonianza a Cristo con la loro voce: egli con la sua ispirazione, essi con la loro parola. Sarebbe stato poco esortarli col suo esempio, se il Cristo non li avesse riempiti del suo Spirito.

1. Con le parole che precedono questo capitolo del Vangelo, il Signore, incoraggiando i suoi discepoli a sopportare l'odio dei nemici, offre se stesso come esempio, perché essi, imitando lui, diventino più forti. Inoltre promette che verrà su di loro lo Spirito Santo, che gli renderà testimonianza, aggiungendo che anch'essi diventeranno suoi testimoni, e ciò in virtù dello Spirito Santo operante in loro. E' per questo che dice: Egli mi renderà testimonianza, e voi pure mi renderete testimonianza (Gv 15, 26-27). Voi mi renderete testimonianza precisamente perché egli mi renderà testimonianza: egli nei vostri cuori, voi con le vostre voci; egli con la sua ispirazione, voi facendo sentire la vostra voce, in modo che si possa adempiere la profezia: In tutta la terra arrivò il suono della loro voce (Sal 18, 5). Sarebbe stato poco esortarli con il suo esempio, se non li avesse riempiti del suo Spirito. L'apostolo Pietro, infatti, avendo ben udito le parole del Signore che diceva: Non c'è servo più grande del suo padrone; se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi (Gv 15, 20), e vedendo che questo cominciava già a realizzarsi nel suo Signore, se fosse bastato l'esempio avrebbe dovuto seguirlo nei patimenti: invece venne meno e lo rinnegò, non ancora capace di sopportare quanto vedeva sopportato da lui. Quando però ebbe ricevuto il dono dello Spirito Santo, predicò colui che aveva rinnegato, e non esitò a fare professione di fede in colui che aveva avuto il timore di confessare. Egli aveva dapprima ricevuto l'insegnamento dell'esempio per sapere ciò che doveva fare; ma non aveva ancora ricevuto la forza per fare ciò che sapeva. Egli sapeva come stare in piedi, ma non era stato ancora abbastanza rafforzato per non cadere. Ma dopo che, grazie allo Spirito Santo, fu reso più forte, annunziò fino alla morte colui che aveva rinnegato per timore della morte. Ecco perché nel capitolo seguente, di cui adesso noi dobbiamo parlare, il Signore dice: Vi ho detto queste cose perché non vi scandalizziate (Gv 16, 1). In un salmo si canta: Gode gran pace chi ama la tua legge, e non trova occasione di scandalo (Sal 118, 165). E così, dopo aver promesso lo Spirito Santo, che, operando dentro di loro, li renderà suoi testimoni, a ragione il Signore aggiunge: Vi ho detto queste cose perché non vi scandalizziate. Quando infatti la carità di Dio viene riversata nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato (cf. Rm 5, 5), una grande pace si diffonde nell'anima di quanti amano la legge di Dio, così che essi non trovano motivo di scandalo.

2. Poi, preannunziando ciò che avrebbero patito, dice loro: Vi scacceranno dalle sinagoghe (Gv 16, 2). Che male era per gli Apostoli essere cacciati dalle sinagoghe giudaiche, dato che essi ne sarebbero usciti anche se nessuno li avesse espulsi? Ma intendeva sottolineare che i Giudei non avrebbero accolto il Cristo che invece gli Apostoli non avrebbero mai abbandonato; e che perciò quelli che non avrebbero mai rinunciato a Cristo, sarebbero stati scacciati dalle sinagoghe insieme con lui da coloro che non volevano essere in lui. Ora, dato che non esisteva altro popolo di Dio all'infuori di quello discendente da Abramo, se i Giudei avessero riconosciuto e accolto Cristo, come rami naturali sarebbero rimasti nell'olivo (cf. Rm 11, 17) e non ci sarebbe stata una Chiesa di Cristo distinta dalla sinagoga dei Giudei: sarebbero state una medesima cosa, se avessero accettato di essere in lui. Ma siccome rifiutarono, che altro restava a quelli che avevano deciso di rimanere fuori di Cristo, se non scacciare dalle sinagoghe coloro che non avevano abbandonato Cristo? Se, al contrario, ricevuto lo Spirito Santo, fossero diventati anch'essi testimoni di Cristo, non sarebbero più stati tra coloro di cui l'evangelista dice: Molti notabili dei Giudei credettero in lui, ma non si dichiararono per paura dei Giudei, per non essere scacciati dalla sinagoga; preferivano, infatti, la gloria degli uomini alla gloria di Dio (Gv 12, 42-43). Credettero dunque in lui, ma non nel modo in cui voleva che credessero colui che disse: Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio? (Gv 5, 44). I discepoli invece, ripieni di Spirito Santo, cioè della grazia di Dio, credettero in lui in modo da non essere nel numero di quanti ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio (Rm 10, 3), e neppure nel numero di coloro dei quali è detto che preferirono la gloria degli uomini alla gloria di Dio. A questi discepoli conviene la profezia, che in essi ha trovato il suo pieno compimento: O Signore, avanzeranno alla luce del tuo volto, nel tuo nome esulteranno tutto il giorno; si esalteranno nella tua giustizia; sì, tu sei il vanto della loro forza (Sal 88, 16-18). Ad essi giustamente il Signore disse: Vi scacceranno dalle sinagoghe, coloro appunto che hanno zelo per Iddio, ma non secondo una retta conoscenza; proprio perché ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria (Rm 10, 2-3), scacciano quanti si esaltano, non nella propria giustizia, ma in quella di Dio, e non si vergognano di essere cacciati dagli uomini perché Dio stesso è il vanto della loro forza.

3. E finalmente, detto ciò, il Signore aggiunge: Ma viene l'ora che chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me (Gv 16, 2-3). Cioè, non conoscendo né Dio né suo Figlio, crederanno di rendere un servizio a Dio uccidendovi. Con queste parole il Signore ha voluto consolare quelli che sarebbero stati scacciati dalle sinagoghe giudaiche. Predicendo i mali che avrebbero dovuto patire per rendere testimonianza a lui, egli dice: Vi cacceranno fuori dalle sinagoghe. Non dice: Viene l'ora che chiunque vi uccide crederà di rendere culto a Dio; ma che dice? Ma viene l'ora; come se volesse predire qualcosa di buono dopo tutti questi mali. Che significa dunque: Vi cacceranno fuori dalle sinagoghe; ma viene l'ora? Era come dire: essi cercheranno di disperdervi, ma io vi raccoglierò; oppure: essi faranno di tutto per separarvi da me, ma viene per voi un'ora lieta. Come mai allora viene fuori l'espressione avversativa: ma viene l'ora, che sembra promettere un po' di consolazione dopo tante tribolazioni, mentre c'era piuttosto da aspettarsi un modo indicativo, e cioè: e viene l'ora? Sebbene predíca, non la consolazione dopo la tribolazione, ma tribolazione su tribolazione, egli non dice: E viene l'ora... Forse che venir cacciati fuori dalle sinagoghe li avrebbe turbati al punto da far loro preferire la morte al vivere esclusi dalle sinagoghe dei Giudei? Non potevano rimanere turbati fino a questo punto essi che cercavano, non la gloria degli uomini, ma quella di Dio. Che significa allora: Vi cacceranno fuori dalle sinagoghe; ma viene l'ora..., mentre ci sembra che avrebbe dovuto piuttosto dire: e viene l'ora, in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere un servizio a Dio? Egli non dice neppure: ma viene l'ora in cui vi uccideranno, quasi prospettando la morte come consolazione per essere stati allontanati dalle sinagoghe. Egli dice: ma viene l'ora che chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. Ora, mi pare che non abbia voluto significare altro che questo: si rendessero conto e si rallegrassero al pensiero che, cacciati fuori dalle sinagoghe dei Giudei, avrebbero guadagnato tanta gente a Cristo, mentre i Giudei non si sarebbero accontentati di cacciarli fuori dalle sinagoghe, ma avrebbero deciso di metterli a morte per evitare che con la loro predicazione convertissero tutti quanti a Cristo allontanandoli così dalle osservanze giudaiche, che essi consideravano verità divina. E' dei Giudei che egli parlava, quando diceva: Vi cacceranno fuori dalle sinagoghe. Infatti, quando i gentili uccisero i testimoni, cioè i martiri di Cristo, ritennero, mettendoli a morte, di rendere un servizio non al vero Dio, ma alle loro false divinità; mentre invece ogni Giudeo nel mettere a morte i predicatori di Cristo ha creduto di rendere culto a Dio, in quanto era convinto che chi si convertiva a Cristo abbandonava il Dio d'Israele. Fu questo il motivo che li indusse a mettere a morte Cristo. Ecco a proposito ciò che dicevano tra loro, secondo quanto riferisce l'evangelista: Vedete che tutto il mondo gli va dietro; se lo lasciamo vivere, verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo e la nostra nazione (Gv 12, 19). E conosciamo pure l'intervento di Caifa: E' necessario che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca la nazione intera (Gv 11, 48 50). In questo discorso, dunque, il Signore vuole rincuorare con il suo esempio i discepoli, ai quali disse: Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi (Gv 15, 20). Sicché come i Giudei avevano creduto di rendere culto a Dio uccidendo lui, così altrettanto uccidendo loro.

[Affinché entrasse la pienezza delle genti.]

4. Questo è dunque il senso delle parole: Vi cacceranno fuori dalle sinagoghe, ma non abbiate paura di rimanere soli, perché, esclusi dalla loro comunità, raccoglierete nel mio nome una tale moltitudine che essi, temendo di vedere disertato il loro tempio e tutti i riti dell'antica legge, vi uccideranno, e, versando il vostro sangue, crederanno di rendere culto a Dio. E' quanto ha detto a tal proposito l'Apostolo: Hanno zelo per Iddio, ma non secondo una retta conoscenza (Rm 10, 2); credono di rendere culto a Dio uccidendo i suoi servitori! Orribile aberrazione! Per renderti accetto a Dio, colpisci chi è accetto a Dio? Abbatti con i tuoi colpi il tempio vivo di Dio, affinché non sia disertato il tempio di pietra? Esecrabile cecità! Ma l'accecamento è occorso a Israele parzialmente, affinché entrasse l'insieme dei pagani; solo parzialmente, dico, non totalmente; non tutti, infatti, ma solo alcuni rami sono stati stroncati, affinché fosse innestato l'olivo selvatico (cf. Rm 11, 25 17). Infatti, quando i discepoli di Cristo furono ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare le lingue di tutte le genti e per mezzo loro si moltiplicarono i prodigi divini e la parola di Dio si diffondeva, crebbe a tal punto l'amore per Cristo che era stato messo a morte, che i suoi discepoli, espulsi dalle comunità giudaiche, raccolsero tra gli stessi Giudei una tale moltitudine da non dover proprio temere di rimaner soli (cf. At 2-4). Allora gli altri, reprobi e ciechi, furenti di zelo per la causa di Dio ma non altrettanto illuminati, decisero di mettere a morte gli Apostoli, persuasi con ciò di rendere culto a Dio. Ma colui che per essi era stato sacrificato, li raccoglieva. Prima di essere messo a morte, egli li aveva istruiti affinché tutti questi mali inaspettati ed imprevisti, anche se passeggeri, cogliendoli ignari e impreparati non li turbassero, ma, avendoli previsti e accettandoli pazientemente, li conducessero ai beni eterni. Che questo fosse il motivo del suo preannuncio, lo dichiarò egli stesso aggiungendo: Ma vi ho detto queste cose affinché, quando ne giungerà l'ora, vi ricordiate che ve ne ho parlato. L'ora di queste cose è l'ora delle tenebre, è l'ora della notte. Ma il Signore ha inviato la sua misericordia di giorno e l'ha fatta conoscere di notte (cf. Sal 41, 9), perché la notte dei Giudei non è riuscita ad offuscare il giorno dei Cristiani, da essa sorto e distinto. Se ha potuto uccidere la carne, non è riuscita ad ottenebrare la fede.

LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
Acquista la Bibbia per la Scrutatio dalla Libreria del Santo
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online