Omelia 91: Odio gratuito.

Sant'Agostino d'Ippona

Omelia 91: Odio gratuito.
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Odia gratuitamente chi odia senza alcun vantaggio e a suo danno. E così ama gratuitamente, disinteressatamente, chi cerca da Dio soltanto Dio.

1. Il Signore aveva detto: Chi odia me odia anche il Padre mio (Gv 15, 23). Sì, perché chi odia la verità, è inevitabile che odi colui dal quale la verità è nata; di questo, secondo le nostre possibilità, già abbiamo parlato. Proseguendo ha pronunciato quelle parole, sulle quali adesso dobbiamo soffermarci: Se non avessi fatto tra loro opere che nessun altro ha fatto, non avrebbero colpa (Gv 15, 24). Si tratta di quella grave colpa di cui ha già parlato dicendo: Se io non fossi venuto e non avessi parlato ad essi, non avrebbero colpa (Gv 15, 22). E' la colpa di non aver creduto in lui che parlava e operava. Non che i Giudei fossero esenti da ogni colpa, prima che il Signore parlasse loro e in mezzo a loro operasse: ma il Signore sottolinea con insistenza questa colpa, di non aver creduto in lui, perché da essa dipendono tutte le altre. Se infatti i Giudei non avessero avuto questa colpa, cioè se avessero creduto in lui, tutte le altre colpe sarebbero state rimesse.

2. Ma perché, dopo aver detto: Se non avessi fatto tra loro opere, immediatamente aggiunge: che nessun altro ha fatto? Fra tutte le opere compiute da Cristo, nessuna è più grande della risurrezione dei morti; e noi sappiamo che anche gli antichi profeti risuscitarono dei morti. Così fece Elia (cf. 1 Re 17, 21-22), cosi fece Eliseo, sia quando era in vita (cf. 2 Re 4, 35) sia quando era sepolto nella tomba. Come sapete, alcuni uomini che portavano un morto alla sepoltura, essendo stati sorpresi da un assalto di briganti, si rifugiarono dove era stato sepolto il profeta: il morto risuscitò non appena venne deposto sul sepolcro del profeta (cf. 2 Re 13, 21). Tuttavia Cristo compì taluni prodigi che nessun altro compì: saziò cinquemila persone con cinque pani e quattromila con sette (cf. Mt 14, 15-21; 15, 32-38); camminò sulle acque e concesse a Pietro di poter fare altrettanto (cf. Mt 14, 25 29); mutò l'acqua in vino (cf. Gv 2, 9), aprì gli occhi al cieco nato (cf. Gv 9, 7), e compì innumerevoli altri prodigi che sarebbe troppo lungo ricordare. Ci si obietterà che altri hanno compiuto prodigi che Cristo non ha compiuto, e che nessun altro ha compiuto. Chi altri, se non Mosè, colpì con tante e così gravi piaghe gli Egiziani (cf. Es 7-12), chi guidò il popolo attraverso il mare apertosi in due (cf. Es 14, 21-29), chi impetrò la manna dal cielo per gli affamati (cf. Es 16) e fece scaturire l'acqua dalla roccia per gli assetati (cf. Es 17, 6)? Chi altri, se non Giosuè, figlio di Nave, aprì le acque del Giordano per far passare il suo popolo (cf. Gs 3), e ottenne, rivolgendosi a Dio, che il sole rallentasse la sua corsa e si fermasse (cf. Gs 10, 12-14)? Solo Sansone riuscì a placare la sua sete con acqua uscita dalla mascella di un asino morto (cf. Gd 15, 19). Solo Elia fu sollevato in cielo su un carro di fuoco (cf. 2 Re 2, 11). Solo Eliseo, che ho appena ricordato, rese la vita ad un morto messo a contatto del suo cadavere. Solo Daniele rimase incolume nella fossa dei leoni affamati (cf. Dn 6, 22). Solo quei tre giovani: Anania, Azaria, Misaele, poterono camminare illesi tra le fiamme che ardevano senza bruciarli (cf. Dn 3, 93).

[Non in mezzo a loro o davanti a loro, ma in loro.]

3. Lascio il resto, perché credo che questi fatti bastino a dimostrare che taluni santi hanno compiuto opere prodigiose come nessun altro. Però di nessuno degli antichi si legge che abbia guarito con tanta potenza una quantità così grande di deformità, di infermità e di tormenti umani. Senza calcolare quanti, di quelli che si accostavano a lui, il Signore guarì con una sola parola; basta citare quello che l'evangelista Marco dice in un certo passo: Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti gli ammalati e i posseduti dal demonio. Tutta la città era radunata davanti alla porta. Ed egli guarì molti ammalati afflitti da diversi malanni e cacciò molti demoni (Mc 1, 32-34). Matteo, dopo aver ricordato questo episodio, riporta anche la testimonianza profetica: Affinché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie (Mt 8, 17). Ancora Marco, in altra circostanza, riferisce: E dovunque egli giungeva: nei villaggi, nelle città, nelle borgate, deponevano i malati sulle piazze e lo supplicavano che permettesse loro di toccargli almeno la frangia del mantello. E tutti quelli che lo toccavano erano guariti (Mc 6, 56). Nessun altro fece per loro simili prodigi. E' così che bisogna intendere l'espressione: in loro; non in mezzo a loro o dinanzi ai loro occhi, ma proprio in loro, perché sono loro che egli ha guarito. Egli ha voluto cosi farci capire che tutti questi prodigi non erano destinati solo a suscitare stupore ma a procurare altresì in modo evidente la salute; e che essi avrebbero dovuto ricambiare tali benefici, non con odio, ma con amore. Prodigio certamente superiore a tutti gli altri è quello di essere nato da una vergine, e di essere stato quindi il solo uomo che, sia nel concepimento che nella nascita, ha lasciato intatta l'integrità della madre; ma questo prodigio egli non l'ha compiuto né dinanzi ai loro occhi né in loro. Gli Apostoli arrivarono alla conoscenza della verità di questo prodigio, non vedendo il Signore come lo vedevano i Giudei, ma in seguito ad una particolare rivelazione. E però supera tutti i prodigi il fatto che il terzo giorno dopo che era stato messo a morte, usci vivo dal sepolcro con la sua carne, e con essa, vinta ormai per sempre la morte, ascese al cielo; ma neppure questo lo fece nei Giudei, né davanti a loro; e non l'aveva ancora compiuto quando disse: Se non avessi fatto in loro opere che nessun altro ha fatto.

4. Ecco dunque i tanti miracoli di guarigione delle loro infermità da lui compiuti e che nessun altro prima di lui aveva operato in mezzo a loro e innanzi ai loro occhi; ed è per questo che, in tono di rimprovero, aggiunge: Ma adesso hanno visto, e hanno odiato e me e il Padre mio. Ma doveva adempiersi la parola scritta nella loro legge: Mi hanno odiato senza ragione (Gv 15, 24-25). Dice la "loro" legge, non perché ne siano essi gli autori, ma perché è stata data loro, così come diciamo nostro il pane quotidiano, che tuttavia chiediamo a Dio aggiungendo: donaci (Mt 6, 11). Odia gratuitamente, chi non si ripromette dal suo odio alcun vantaggio, né si propone di evitare qualche danno. E' così che gli empi odiano il Signore, ed è così che i giusti lo amano: gratuitamente. Cioè senza aspettarsi altro bene fuori di lui, poiché lui sarà tutto in tutti. Chi poi vuol penetrare più a fondo le parole di Cristo: Se non avessi fatto in loro opere che nessun altro ha fatto (anche se le han fatte pure il Padre o lo Spirito Santo; ma questi non sono altri da Cristo, perché unica è la sostanza dell'intera Trinità) troverà che tutte le volte che un uomo di Dio ne ha fatte di simili, sempre è Cristo che le ha compiute. Nelle opere fatte personalmente da lui agisce lui solo; quanto agli altri, nessuno può fare alcunché senza di lui. Cristo, infatti, con il Padre e con lo Spirito Santo, non sono tre dèi ma un solo Dio, del quale sta scritto: Benedetto il Signore Dio d'Israele, che solo compie cose mirabili (Sal 71, 18). Nessun altro dunque ha compiuto prodigi come quelli che egli ha compiuto in mezzo a loro, perché tutto ciò che di prodigioso ogni altro uomo ha compiuto, non ha potuto compierlo senza di lui. Mentre, invece, le opere che egli ha compiuto personalmente, le ha compiute senza il concorso di nessuno.

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