Omelia 63: Ora è stato glorificato il Figlio dell'uomo.

Sant'Agostino d'Ippona

Omelia 63: Ora è stato glorificato il Figlio dell'uomo.
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Dobbiamo cercare di capire, perché queste parole contengono qualcosa di grande. Giuda esce e Gesù è glorificato.

[Cerchiamo per trovare, e cerchiamo ancora dopo aver trovato.]

1. Rendiamo più attento e penetrante lo sguardo dell'anima e impegniamoci a cercare Dio col suo aiuto. Una voce del cantico divino dice: Cercate Dio, e l'anima vostra vivrà (Sal 68, 33). Cerchiamolo per trovarlo, e cerchiamolo ancora dopo averlo trovato. Per trovarlo bisogna cercarlo, perché è nascosto; e dopo averlo trovato, dobbiamo cercarlo ancora, perché è immenso. E' per questo che il Salmista aggiunge: Cercate sempre la sua faccia (Sal 104, 4). Egli sazia chi lo cerca per quel tanto che lo possiede; e rende più capace, chi lo trova, di cercarlo ancora per riempirsi maggiormente di lui, con la sua accresciuta capacità di possederlo. Quindi non è stato detto: Cercate sempre la sua faccia, nel senso che si dice di taluni: son sempre dietro ad istruirsi e non arrivano mai alla conoscenza della verità (2 Tim 3, 7), ma piuttosto in quest'altro senso: Quando un uomo ha finito, è allora che comincia (Sir 18, 6); finché giungeremo a quella vita dove saremo ricolmati in modo da non dover più accrescere la nostra capacità, perché saremo così perfetti da non poter più progredire. Allora ci sarà mostrato quanto ci basterà. Qui in terra, invece, dobbiamo cercare sempre; il risultato della nostra scoperta non segni mai la fine della nostra ricerca. Non sarà sempre così, ma soltanto finché saremo quaggiù: diciamo tuttavia che qui in terra bisogna sempre cercare, e nessuno pensi che ci potrà essere un momento in cui si possa smettere di cercare. Coloro dei quali l'Apostolo dice che son sempre dietro ad istruirsi senza mai arrivare alla conoscenza della verità, è su questa terra che non finiscono mai di imparare; perché quando saranno usciti da questa vita, non staranno più ad imparare, ma riceveranno la ricompensa del loro errore. L'Apostolo dice: son sempre dietro ad istruirsi senza mai arrivare alla conoscenza della verità, come a dire: camminano sempre, ma non raggiungono mai la meta ove son diretti. Noi invece camminiamo sempre su questa via, finché non perverremo là dove questa via conduce; non fermiamoci mai su tale via finché non ci avrà fatti arrivare là dove resteremo. E così, cercando, avanziamo; trovando raggiungiamo una tappa; cercando e trovando perverremo alla meta, e là finalmente avrà termine la ricerca, dove la perfezione non avrà più bisogno di progredire. Possa questo preambolo, o carissimi, richiamare l'attenzione della vostra Carità su questo discorso che il Signore tenne ai suoi discepoli prima della passione. E' profondo, e se dovrà faticare molto chi espone, non potrà essere disattento chi ascolta.

[Glorificazione o umiliazione?]

2. Cosa disse dunque il Signore, dopo che Giuda fu uscito per andare a fare subito quanto si proponeva di fare, cioè consumare il tradimento? Cosa disse il giorno, non appena fu uscita la notte? Cosa disse il Redentore, quando il venditore se ne fu andato? Adesso - disse - è stato glorificato il Figlio dell'uomo (Gv 13, 31). Perché adesso? Forse perché è uscito il traditore e stanno per venire a prenderlo e ucciderlo? E così, adesso è stato glorificato, adesso che sta per essere maggiormente umiliato, adesso che sta per essere legato, giudicato, condannato, irriso, crocifisso e ucciso? E' una glorificazione, codesta, o non piuttosto una umiliazione? Quando il Signore operava i miracoli, Giovanni non disse di lui: Lo Spirito non era stato dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato (Gv 7, 39)? Allorché risuscitava i morti non era stato ancora glorificato, ed è glorificato adesso che si avvicina alla morte? Non era stato ancora glorificato quando operava gesta divine ed è glorificato adesso che sta per subire i patimenti degli uomini? Sarebbe sorprendente se il divino Maestro avesse voluto significare e insegnare questo. Dobbiamo penetrare più profondamente le parole dell'Altissimo, che si manifesta quel tanto che ci è sufficiente per trovarlo e nuovamente si nasconde affinché noi continuiamo a cercare, servendoci delle scoperte fatte come di gradini per fare ulteriori scoperte. Vedo qui un'indicazione molto importante. Giuda è uscito e Gesù è stato glorificato; è uscito il figlio della perdizione ed è stato glorificato il Figlio dell'uomo. Era uscito colui che aveva dato motivo alla frase: Voi siete mondi, ma non tutti (Gv 13, 10). E così, uscito chi non era mondo, rimasero tutti quelli che erano mondi, e rimasero insieme a colui che li aveva mondati. Qualcosa di simile avverrà quando questo mondo, vinto dal Cristo, sarà passato, e nessun immondo rimarrà nel popolo di Cristo; quando il grano sarà separato dalla zizzania, e i giusti risplenderanno come il sole nel regno del loro Padre (cf Mt 13, 43). Il Signore ha davanti agli occhi questo futuro, e volendo sottolineare il significato del fatto che mentre Giuda esce i santi Apostoli rimangono, come avverrà allorché la zizzania sarà separata dal grano, dichiara: Adesso è stato glorificato il Figlio dell'uomo, come a dire: Ecco quel che accadrà nella mia glorificazione, quando non vi sarà più alcun malvagio e nessun buono potrà più andar perduto. Egli, però, non dice: Adesso è stata simboleggiata la glorificazione del Figlio dell'uomo, ma: Adesso è stato glorificato il Figlio dell'uomo, allo stesso modo che l'Apostolo non dice: La pietra simboleggiava Cristo, ma dice: La pietra era Cristo (1 Cor 10, 4). Così il Signore non dice: Il buon seme simboleggia i figli del Regno e la zizzania i figli del maligno, ma dice: Il buon seme sono i figli del Regno, e la zizzania i figli del maligno (Mt 13, 38). Secondo l'uso della Scrittura, che parla dei simboli come fossero le cose simboleggiate, il Signore si esprime dicendo: Adesso è stato glorificato il Figlio dell'uomo, perché essendo uscito l'uomo più perfido ed essendo rimasti con lui gli eletti, fu simboleggiata la glorificazione del Figlio dell'uomo, quando, allontanati i malvagi, egli rimarrà per tutta l'eternità in compagnia dei santi.

3. Dopo aver detto: Adesso è stato glorificato il Figlio dell'uomo, Gesù aggiunge: e Dio è stato glorificato in lui (Gv 13, 31). In ciò consiste infatti la glorificazione del Figlio dell'uomo: che Dio sia glorificato in lui. Perché, se il Figlio dell'uomo non si glorifica in se stesso, ma è Dio che viene glorificato in lui, allora Dio lo glorifica in sé. E' quanto aggiunge quasi come spiegazione: Se Dio è stato glorificato in lui, Dio a sua volta lo glorificherà in sé (Gv 13, 32). Cioè: Se Dio è stato glorificato in lui, in quanto egli non è venuto a fare la sua volontà ma la volontà di colui che lo ha mandato, Dio a sua volta lo glorificherà in sé, concedendo eterna immortalità alla natura umana, in virtù della quale è Figlio dell'uomo e che è stata assunta dal Verbo eterno. E lo glorificherà subito (Gv 13, 32), dice, predicendo così la sua risurrezione: non la nostra che avverrà alla fine del mondo, ma la sua che si realizzerà subito. E' questa la glorificazione di cui l'evangelista ci aveva già parlato, come dianzi vi ricordavo, che cioè lo Spirito Santo non era stato ancora dato loro in quel modo nuovo con cui sarebbe stato dato ai credenti dopo la risurrezione, appunto perché Gesù non era stato ancora glorificato; cioè, la sua natura mortale non era stata ancora rivestita d'immortalità e la sua fragilità temporale non era stata ancora trasformata nella potenza eterna. Anche a questa glorificazione si può riferire l'affermazione: Adesso è stato glorificato il Figlio dell'uomo; intendendo adesso, non riferito all'imminente passione ma alla risurrezione prossima, come se già fosse avvenuto ciò che ormai era così vicino. Questo basti, per oggi, alla vostra Carità. Quando il Signore vorrà, vedremo il seguito.
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