Omelia 30: La presenza di Cristo nel Vangelo.

Sant'Agostino d'Ippona

Omelia 30: La presenza di Cristo nel Vangelo.
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Ascoltiamo il Vangelo come se ascoltassimo Cristo in persona, e non stiamo a dire: beati quelli che poterono vederlo! IL Signore è in cielo, ma è anche qui con la sua verità. Il corpo in cui risuscitò è lassù, ma la sua verità è diffusa in ogni luogo.

1. Il brano del santo Vangelo, che è stato letto adesso, è la continuazione di quello che già abbiamo spiegato alla vostra Carità. Ascoltavano il Signore che parlava discepoli e Giudei; sentivano parlare la Verità uomini sinceri e uomini menzogneri; sentivano parlare la Carità amici e nemici; sentivano parlare il Buono buoni e cattivi. Ascoltavano gli uni e gli altri, ma egli sapeva distinguere gli uni dagli altri: vedeva e prevedeva chi erano quelli ai quali giovavano, o avrebbero giovato, le sue parole. Vedeva nell'animo di quelli che erano presenti allora e vedeva già in noi che saremmo venuti dopo. Cerchiamo di ascoltare il Vangelo come se il Signore fosse qui presente; e non diciamo: fortunati quelli che poterono vederlo! perché molti di quelli che lo videro lo uccisero; mentre molti tra noi, che non l'abbiamo visto, abbiamo creduto. Ogni parola, uscita dalla bocca del Signore, è stata affidata agli scritti per noi, e per noi come un tesoro è stata conservata, per noi viene proclamata e lo sarà anche per quelli che verranno dopo di noi, sino alla fine del mondo. Il Signore è lassù in cielo; ma come verità egli è anche qui. Il corpo del Signore nel quale egli risuscitò, può essere in un sol luogo; ma la sua verità è diffusa ovunque. Ascoltiamo, dunque, il Signore e comunichiamo agli altri la ricchezza che egli ci consente di attingere dalle sue parole.

2. Mosè non vi ha forse dato la legge? Ma nessuno di voi osserva la legge! Perché cercate di uccidermi? Per questo cercate di uccidermi, perché nessuno di voi osserva la legge; poiché se osservaste la legge, nella stessa Scrittura riconoscereste il Cristo, e non lo uccidereste ora che è presente. Essi gli risposero, o meglio, la folla gli rispose. Gli rispose come folla, non in maniera ordinata ma agitata: ecco la risposta di quella folla agitata: Tu sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti? (Gv 7, 19-20). Come se dirgli indemoniato non fosse peggio che ucciderlo. E' chiamato indemoniato colui che scacciava i demoni. Che altro poteva dire una folla agitata? Quale altro odore poteva esalare un pantano smosso? Ma da che cosa era agitata la folla? Dalla verità. Il fulgore della luce turbava gli occhi malati della folla. Coloro infatti che hanno gli occhi malati non sopportano il fulgore della luce.

[La tranquillità della verità.]

3. Ma il Signore, per niente turbato, tranquillo nella sua verità, non rese male per male né insulto per insulto (cf. 1 Pt 3, 9). Se avesse detto loro: siete voi indemoniati, avrebbe senz'altro detto la verità. Essi infatti non avrebbero potuto insultare così la Verità se non fossero stati ispirati dalla falsità del diavolo. Che cosa rispose invece? Ascoltiamolo con calma e assaporiamo la sua calma: Un'opera sola ho compiuto e tutti ne siete stupiti (Gv 7, 21). Come a dire: che fareste se vedeste tutte le mie opere? Tutto ciò che vedevano nel mondo era opera sua, e non vedevano lui che tutto aveva fatto. Un'opera sola aveva compiuto, aveva cioè guarito un uomo di sabato, ed erano rimasti turbati. Come se, trattandosi di un malato guarito di sabato, lo avesse guarito una persona diversa da colui che li scandalizzò per aver guarito un uomo di sabato. Chi può guarire gli altri se non colui che è la salute stessa, e che dà anche agli animali la salute che ha dato a quest'uomo? Si trattava, infatti, della salute del corpo. Si ricupera la salute del corpo, e tuttavia poi si muore; quando si ricupera, si differisce la morte, non si elimina. Purtuttavia, o fratelli, anche questa salute proviene dal Signore, da chiunque venga procurata; chiunque sia a procurarla con cure e medicine, è dono di Dio, da cui viene ogni salute, e a cui è detto nel salmo: Salverai, o Signore, gli uomini e gli animali, così come hai moltiplicato, o Dio, la tua misericordia. Poiché tu sei Dio, l'abbondanza della tua misericordia si estende sia alla salute del corpo umano che alla salute degli animali che sono privi della parola. Però tu, che dai la salute fisica che è comune al corpo degli uomini e degli animali, non riservi forse una salute speciale agli uomini? Esiste certamente un'altra salute, che non solo non è comune agli uomini e agli animali, ma che neppure è comune a tutti gli uomini, buoni e cattivi. Sicché, dopo aver parlato di quella salute che indistintamente ricevono gli uomini e gli animali, ecco che cosa aggiunge il salmo a proposito di quella salute che devono sperare gli uomini, ma soltanto quelli buoni: I figli degli uomini, però, si rifugeranno all'ombra delle tue ali; si inebrieranno per l'abbondanza della tua casa, e tu li disseterai al torrente della tua dolcezza; perché presso di te è la fonte della vita, e nella tua luce vedremo la luce (Sal 35, 7-10). Questa è la salute riservata ai buoni, che il salmista chiama figli degli uomini, mentre prima aveva detto: Tu, o Signore, salverai gli uomini e gli animali. Ma come? quelli non sono figli degli uomini? Avendo parlato prima di uomini e poi di figli degli uomini, ha inteso dire che una cosa sono gli uomini e un'altra i figli degli uomini? Non credo, tuttavia, che lo Spirito Santo abbia fatto questa distinzione senza un motivo. Uomini si riferisce al primo Adamo, figli degli uomini al Cristo. E' probabile infatti che dicendo uomini voglia indicare gli appartenenti al primo uomo, e dicendo figli degli uomini, quelli che appartengono al Figlio dell'uomo.

4. Un'opera sola ho compiuto, e tutti ne fate le meraviglie. E soggiunge: Mosè vi ha dato la circoncisione. E' stato un privilegio aver ricevuto la circoncisione da Mosè. Non che essa venga da Mosè, ma dai Patriarchi (Gv 7, 22). Fu Abramo, infatti, il primo che ricevette la circoncisione dal Signore (cf. Gn 17, 10). E voi circoncidete un uomo di sabato. E' Mosè che ve lo dice. La legge vi prescrive di circoncidervi nell'ottavo giorno della nascita (cf. Lv 12, 3), e la legge vi prescrive di riposare nel settimo giorno (cf. Es 20, 10). Ora, se l'ottavo giorno dalla nascita coincide col settimo giorno, cioè col sabato, che fate? Riposate per osservare il sabato, oppure circoncidete per adempiere il precetto sacro dell'ottavo giorno? Io so - egli dice - che cosa fate. Circoncidete l'uomo di sabato. Perché? Perché la circoncisione appartiene ai segni della salute, e gli uomini non devono privarsi della salute in giorno di sabato. Dunque non vi adirate contro di me perché di sabato ho risanato un uomo intero, se l'uomo riceve di sabato la circoncisione per adempiere la legge di Mosè (Gv 7, 22-23). Se la circoncisione data per mezzo di Mosè, è un'istituzione che si riferisce alla salute, perché vi indignate contro di me che opero la salute in giorno di sabato?

5. Probabilmente la circoncisione era un segno che annunciava il Signore, contro cui si indignavano costoro perché guariva e salvava. Era prescritto che si praticasse la circoncisione nell'ottavo giorno. E che cos'è la circoncisione se non una spogliazione della carne? La circoncisione, quindi, significa spogliare il cuore delle cupidigie carnali, e non senza motivo fu stabilito di compierla su quel membro che è destinato alla procreazione dei mortali. Per mezzo di un solo uomo è venuta la morte, così come per mezzo di uno solo è venuta la risurrezione dei morti (cf. 1 Cor 15, 21); e a causa di un solo uomo il peccato entrò nel mondo e mediante il peccato la morte (Rm 5, 12). Tutti nascono col prepuzio, perché tutti nascono col peccato d'origine; e Dio non ci libera, né dal peccato in cui nasciamo, né dai peccati che noi aggiungiamo vivendo male, se non per mezzo del coltello di pietra che è Cristo Signore: La pietra infatti era Cristo (1 Cor 10, 4). Circoncidevano con coltelli di pietra: la pietra era simbolo di Cristo, ma ora che egli era presente non lo riconoscevano, anzi, volevano ucciderlo. E perché la circoncisione doveva aver luogo nell'ottavo giorno, se non perché egli risorse dopo il settimo giorno della settimana, nel giorno detto del Signore? Dunque la risurrezione di Cristo, avvenuta nel terzo giorno dopo la passione, ottavo giorno della settimana, è la nostra circoncisione. Ascolta come l'Apostolo esorta quelli che sono stati circoncisi con la vera pietra: Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo sta assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra (Col 3, 1-2). Egli parla a dei circoncisi: Cristo è risorto, egli vi ha liberato dai desideri carnali, vi ha liberato dalle perverse concupiscenze, vi ha tolto quel superfluo con cui eravate nati e quanto di peggio avevate aggiunto vivendo male. Voi che siete stati circoncisi per mezzo della "pietra", perché avete ancora il gusto delle cose della terra? Insomma, dal momento che Mosè vi ha dato la legge, e dal momento che voi circoncidete un uomo anche di sabato, cercate di capire il significato di questa opera buona che io ho fatto risanando completamente un uomo di sabato: è stato guarito perché avesse la salute del corpo, e ha creduto per avere la salute dell'anima.

[L'uomo nuovo.]

6. Non giudicate secondo le apparenze, ma con retto giudizio giudicate! (Gv 7, 24). Che vuol dire? Voi che in ossequio alla legge di Mosè circoncidete anche di sabato, non ve la prendete con Mosè; ve la prendete invece con me perché io ho guarito un uomo di sabato. Voi giudicate in modo soggettivo; cercate invece di tener conto della verità. Io non mi metto al di sopra di Mosè, dice il Signore che pure era anche il Signore di Mosè. Considerateci tutti e due semplicemente come due uomini e giudicate fra noi due, però giudicate secondo giustizia; non condannate lui per esaltare me, ma onorate me cercando di capire lui. A questo proposito in altra circostanza, egli disse ai Giudei: Se credete a Mosè, crederete a me, poiché di me egli ha scritto (Gv 5, 46). Adesso, qui, non vuole dire questo, ma sembra volersi porre al di sopra di loro, alla pari con Mosè. In ossequio alla legge di Mosè voi circoncidete anche di sabato, e volete che di sabato io mi astenga da un'azione benefica come è quella di guarire un uomo? Il Signore della circoncisione e Signore del sabato, è l'autore della salvezza. Vi è stato comandato di astenervi dalle opere servili di sabato; ma se avete ben capito, astenersi dalle opere servili vuol dire non peccare. Chi, infatti, commette peccato è servo del peccato (Gv 8, 34). E' forse un'opera servile guarire un uomo di sabato? Voi mangiate e bevete (dico questo parafrasando le parole di nostro Signore Gesù Cristo), e perché mangiate e bevete in giorno di sabato, se non perché queste sono azioni necessarie alla salute? Con ciò dimostrate che in giorno di sabato assolutamente non si devono tralasciare le opere della salute. Dunque non giudicate secondo le apparenze, ma con retto giudizio giudicate! Considerate me e Mosè come uomini: giudicate secondo verità, non condannerete né Mosè né me; e, riconoscendo la verità, riconoscerete me, perché io sono la verità (Gv 14, 6).

7. E' molto difficile, fratelli, evitare in questo mondo il difetto qui segnalato dal Signore: quello di giudicare secondo le apparenze, invece che con retto giudizio. Il monito che il Signore ha rivolto ai Giudei, vale anche per noi: condannando loro ha ammonito noi; rimproverando loro, ha voluto mettere in guardia noi. Non crediamo che questo non sia stato detto per noi solo perché noi non eravamo là allora. E' stato scritto, lo si legge, lo abbiamo ascoltato ma lo abbiamo ascoltato come rivolto ai Giudei: non teniamoci troppo indietro, come chi deve soltanto assistere al rimprovero rivolto ai nemici, e guardiamoci da ciò che la Verità potrebbe rimproverarci. E' vero, i Giudei giudicavano secondo le apparenze, ma appunto per questo non appartengono al Nuovo Testamento, né hanno in Cristo il regno dei cieli, né entrano a far parte della società dei santi angeli. Essi cercavano dal Signore le cose della terra, la terra promessa, la vittoria sui nemici, la fecondità della sposa, figli numerosi e frutti abbondanti: tutte cose che ad essi aveva promesso il Dio vero e buono, ma come ad esseri ancora carnali, e che erano legati all'economia del Vecchio Testamento. Cos'è il Vecchio Testamento? E' come un'eredità appartenente all'uomo vecchio. Noi siamo stati rinnovati, siamo diventati un uomo nuovo, perché è venuto l'Uomo nuovo. C'è novità più grande che nascere da una vergine? Non essendoci in lui niente che il precetto dovesse rinnovare, perché egli non aveva alcun peccato, gli fu concessa una nuova maniera di nascere. Alla sua nuova nascita corrisponde in noi l'uomo nuovo. In che consiste l'uomo nuovo? E' l'uomo rinnovato da tutto ciò che è vecchio. A qual fine è stato rinnovato? Per desiderare le cose celesti, anelare alle cose eterne, per aspirare alla patria che sta su in alto e non teme nemici; dove non si perde l'amico e non si deve temere il nemico; dove si vive in perfetta concordia senza alcuna privazione; dove nessuno nasce perché nessuno muore; dove nessuno deve progredire e nessuno vien meno; dove non si ha fame né sete, perché si è saziati dall'immortalità e nutriti dalla verità. Avendo tali promesse, e appartenendo al Nuovo Testamento, ed essendo diventati eredi della nuova eredità e coeredi del Signore stesso, abbiamo una nuova e più sicura speranza; non giudichiamoci, quindi, secondo le apparenze, ma con retto giudizio.

8. Chi è che non giudica secondo le apparenze? Colui che ama tutti ugualmente. L'amore universale non fa distinzione di persone. Non è parzialità onorare le persone in modo diverso a seconda delle loro funzioni ma si rischia di cadere in parzialità quando si giudica tra due persone, e in modo particolare fra due che sono parenti, quando addirittura si deve giudicare tra padre e figlio. Ecco, ad esempio che, il padre si lagna perché il figlio è cattivo, e il figlio si lagna della durezza del padre. Salviamo il rispetto che il figlio deve al padre; distinguiamo, quanto a rispetto, il padre dal figlio ma diamo ragione al figlio se il figlio ha ragione. Consideriamo uguali nella verità il figlio e il padre, rendendo al padre l'onore che gli è dovuto, senza che ne scapiti la giustizia. Questo significa far tesoro delle parole del Signore che con la sua grazia ci aiuta a fare nuovi progressi.
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