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Noemi ora è suor Maria Anastasia: con la clausura ha trovato la felicità

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Noemi: una vita normale, un fidanzato e una laurea con la lode, oggi con la preghiera sostiene nella vita contemplativa la Chiesa e il mondo.

Che ne sarebbe della Chiesa senza la vita contemplativa? Che ne sarebbe delle membra più deboli della Chiesa che trovano in voi un appoggio per continuare il cammino? Che ne sarebbe della Chiesa e del mondo senza i fari che segnalano il porto a chi è sperduto in alto mare, senza le fiaccole che illuminano la notte oscura che stiamo attraversando, senza le sentinelle che annunciano il nuovo giorno quando è ancora notte? Grazie, sorelle e fratelli contemplativi perché siete tutto questo per il mondo: sostegno per i deboli, fari, fiaccole e sentinelle. Grazie perché ci arricchite con tanti frutti di santità, di misericordia e di grazia. (Papa Francesco)



Noemi oggi è suor Maria Anastasia

Con queste parole il Pontefice ha voluto ringraziare i religiosi di clausura il 21 novembre scorso in occasione della Gionata Pro Orantibus. Ho pensato al suo discorso quando ho letto su Facebook pochi giorni fa l’articolo del Giornale di Sicilia a firma di Paolo Picone che racconta la storia di Noemi Terrana, oggi suor Maria Anastasia, giovane siciliana che ha pronunciato i voti perpetui in Perù nell’ordine di clausura delle Benedettine Cistercensi. “Che ne sarebbe della Chiesa e del mondo” ha detto il Santo Padre, senza questi fratelli e sorelle di clausura che chiama “fari”, “fiaccole”, “sentinelle” dell’umanità confusa?

Nel suo sorriso la gioia piena!

Nel nostro mondo secolarizzato la scelta di Noemi è giudicata folle, assurda, incomprensibile. Una decisione di chiusura, di rinuncia alla vita. Eppure basta guardare gli occhi di suor Maria Anastasia per scorgere la sua felicità: nel suo sorriso la gioia, l’entusiasmo, la tenerezza! E allora c’è una domanda che dovremmo porci: cosa rende felice la vita? Perché l’uomo moderno che vive come desidera, fa tutto ciò che vuole, è perennemente infelice e insoddisfatto? Perché dare gloria a Gesù Cristo, fare la Sua volontà, è l’unica cosa che può saziarci.

Noemi di Ravanusa, è laureata con il massimo dei voti più la lode in Scienze dell’Educazione e della Formazione, ed è la terza di quattro fratelli: prima di lei Dino, Laura e poi Maria Carmen. La fede le è stata trasmessa dai suoi genitori Calogero e Tanina che fanno da anni il Cammino Neocatecumenale, esperienza di fede condivisa anche da Noemi (Giornale di Sicilia).

Una ragazza normale alla ricerca della felicità

Quando la giovane confida al padre e alla madre la sua volontà di cominciare il noviziato loro le assicurano che la accompagneranno con la preghiera:
Noemi è una ragazza normalissima. Era fidanzata, ha molti amici che la adorano, amava divertirsi, uscire, studiare, soffermarsi su Facebook. Tutte quelle cose che fanno i giovani di oggi. Ma era alla ricerca della felicità. La sua felicità. Quando ci ha comunicato la sua intenzione di abbracciare il noviziato, noi le abbiamo detto: segui la tua strada, noi ti sosterremo con la preghiera (Ibidem).

Il discernimento

Prima di arrivare in Perù accompagnata dai genitori, Noemi ha vissuto un percorso intenso per comprendere quale fosse la volontà del Signore per la sua vita. Il discernimento è cominciato in un convento a Sant’Angelo in Pontano, poi l’esperienza in Danimarca a Copenaghen da Maria Concetta, sua sorella di comunità, anche lei suora di clausura.

Dal 2013 in Perù

Da cinque anni la ragazza è in Perù ed il 13 novembre scorso ha pronunciato i voti perpetui nell’ordine delle Benedettine Cistercensi.

Siamo felici della scelta fatta da nostra figlia Noemi perché quando l’abbiamo lasciata in Perù abbiamo capito che quella era la sua strada, la sua vita. E non possiamo fare altro che accettare con grande felicità questa scelta fatta da nostra figlia, sostenendoci e sostenendola con la preghiera. (Ibidem)

Don Mario della parrocchia di Ravanusa ha inviato tramite Facebook un messaggio speciale di auguri a Noemi, oggi suor Maria Anastasia, che ha avuto il coraggio di seguire la sua vocazione affidandosi a Dio e comprendendo che la vera ricchezza, ciò che vale veramente, è non possedere nulla e obbedire a Colui che ci ama e ci ha creati per la felicità.



Autore: Silvia Lucchetti
Fonte: https://it.aleteia.org/2015/10/08/una-missione-di-famiglia
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