Critica biblica


Si chiama così la ricerca moderna di una comprensione più ricca della Bibbia seguendo, da parte degli studiosi, vari approcci. La critica testuale cerca di stabilire, fin dove è possibile, le parole originali della Scrittura. La critica storica si propone di chiarire la data, il primo contesto e l'intento di ogni libro biblico, servendosi dell'apporto di altre scritture e fonti esterne, come possono essere i reperti archeologici e la letteratura extra?biblica. La critica delle forme analizza e classifica i generi del linguaggio e dello scritto biblico (per es., le parabole e i racconti di miracoli). La critica delle tradizioni indaga sul modo con cui sono entrate nei libri della Bibbia le tradizioni orali e scritte così come le possediamo ora. La critica delle redazioni studia: a) le motivazioni e i propositi degli autori biblici nel pubblicare le tradizioni ereditate e b) il significato e il messaggio che desideravano trasmettere ai loro specifici destinatari. La critica letteraria tratta del valore e dell'impatto dei testi biblici in quanto opere di letteratura (cf DS 3829?3831; FCC 2.069). Cf Ermeneutica; Parabola; Quelle; Redaktiongeschichte; Sensi della Scrittura; Vangeli sinottici.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
Visite: 110