Controversia teopaschita


È una controversia che durò dal V secolo fino a dopo il Costantinopolitano II (553) e che riguardava le asserzioni sul Figlio di Dio che soffre e muore per noi. Siccome Dio in quanto Dio non può soffrire, l'unione della natura divina e di quella umana nell'unica persona di Gesù Cristo giustifica la confessione di quei monaci Sciti che in una visita a Roma verso il 519 dichiararono: « Uno della Trinità ha sofferto ». Giovanni II tolse ogni ambiguità quando, nel 534, aggiunse « nella carne » come parte fissa della formula (cf DS 401; FCC 5.012). Cf Communicatio idiomatum; Concilio Costantinopolitano II; Sofferenza di Dio; Trisagio.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
Visite: 170