Bestemmia contro lo Spirito Santo
Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaQuesto peccato non sarà perdonato mai (= Mc.; la frase in Mt. «né in questo secolo, né nel futuro» era comune ai rabbini, nel senso di mai: Strack-Billerbeck, Kommentar zum N. T. aus Talmud und Midrasch, I, Monaco 1922, p. 636 ss.); è una constatazione. I Farisei infatti, rigettano, agendo così, il mezzo più evidente offerto loro da Gesù per riconoscerlo Messia, legato divino, aderire a lui e salvarsi; escludono la disposizione base: la fede, necessaria per ottenere la remissione delle proprie colpe (s. Tommaso, Sum. Theol., 2a-2ae, q. 14 a. 3).
A questa b. è opposto il peccato contro il Figlio dell'uomo. Qui infatti non è più la malignità, la pervicacia contro l'evidenza, ma la debolezza, la ignoranza della gente che, ingannata dalle apparenze, vedendo Gesù umile, povero, perseguitato, faticare, mangiare ecc. come un qualsiasi altro mortale, poteva sentire fortemente il dubbio di riconoscere in lui un potere divino e l'atteso Messia (s. Girolamo, PL 26, 81). Cf. le parole di Gesù ai discepoli di Giovanni Battista: lo compio i miracoli che Isaia ha predetto sarebbero stati operati dal Messia; sono cioè il Messia vaticinato, i miracoli lo dimostrano; «beato chi non trova in me occasione d'inciampo» (Mt. 14, 4 ss.), considerando soltanto la sua umanità, in tutto simile alla nostra, fuor che nel peccato.
Gesù esprime nettamente la differenza tra la sua umanità e il suo potere divino, tra le due nature sussistenti nella sua unica persona.
[F. S.]
BIBL. - E. MANGENOT, in DThC, II, coll. 910-16; A. LEMONNYER, in DBs, I, coll. 981-89; D. Buzy, S. Matthieu (La Ste Bible, ed. Pirot, 9), Parigi 1946, p. 160 ss., L. PIROT, S. Marc (ibid.), p. 440 s.; L. MARCHAL, S. Luc (ibid., 10), 1946, p. 159 s.