Concilio Vaticano I (1869?1870)


Convocato da Pio IX (papa dal 1846 al 1878) e con lo scopo di trattare molte tematiche fra cui le Chiese d'Oriente. I Patriarchi ortodossi erano stati invitati a partecipare al Concilio, ma declinarono l'invito. I lavori furono interrotti quando le truppe italiane occuparono Roma nel settembre 1870. Fino allora, il Concilio aveva prodotto due Costituzioni: Dei Filius (Lat. « Figlio di Dio ») in cui si trattava di Dio Creatore, della rivelazione, della fede e del rapporto tra la fede e la ragione (DS 3001?3045; FCC 3.018?3.025, 1.061?1.090); e Pastor Aeternus (Lat. « il Pastore eterno »), sul primato e sull'infallibilità del papa (DS 3050?3075; FCC 7.176?7.199). Contro il fideismo e il tradizionalismo, la Dei Filius insegnò che dalle opere della creazione si poteva conoscere Dio con certezza. Nell'AT e nel NT c'è stata una rivelazione « soprannaturale » delle verità divine o misteri (al plurale). La definizione dell'infallibilità pontificia provocò lo scisma dei « Vecchi Cattolici » e fu bistrattata dal « Cancelliere di ferro » della Germania, Otto von Bismarck (1815?1898) nel suo Kulturkampf (Tedesco « lotta culturale »), un tentativo di subordinare la Chiesa all'autorità civile (cf DS 3112?3117). Il Vaticano I rafforzò la fede cattolica e l'autorità del papa, ma il suo insegnamento sulla rivelazione e sull'autorità papale dovettero essere completati dall'insegnamento del Vaticano II, rispettivamente sulla risposta personale all'autocomunicazione divina e sulla collegialità dei vescovi. Cf Fideismo; Infallibilità; Primato; Razionalismo; Rivelazione; Soprannaturale; Tradizionalismo; Ultramontanismo; Vecchi Cattolici.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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