Concilio lateranense IV (1215)


Il concilio più importante dell'Occidente nel Medioevo. Fu convocato dal papa Innocenzo III giunto al vertice del potere temporale della Chiesa. La sua legislazione mirò ad assicurare una società cristiana universale, un sogno nutrito dalla recente fondazione dell'Impero Latino e del patriarcato di Costantinopoli (1204?1263). Dando per scontato che lo scisma fra Oriente e Occidente fosse finito, il Lateranense IV elencò i patriarcati in questo modo: Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme. Adottando misure contro gli Albigesi, i Catari e i Valdesi, il Concilio condannò anche alcune teorie di Gioacchino da Fiore (morto nel 1202). Si stabilì che i predicatori avessero un permesso speciale o « missio canonica » da parte del loro vescovo. La parola « transostanziazione » venne usata per descrivere il cambiamento effettuato dalla consacrazione durante la celebrazione eucaristica. Il Concilio vietò l'esistenza di nuovi Ordini religiosi, costringendo i Domenicani ad adottare una regola già vigente. Fu richiesta la confessione annuale per coloro che fossero caduti in qualche peccato mortale (cf DS 800?820; FCC 6.060?6.068, 7.025, 9.198?9.200). Per i Cattolici questo è il dodicesimo Concilio Ecumenico. Cf Albigeismo; Crociate; Inquisizione; Giurisdizione; Transostanziazione; Valdesi.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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