Concilio di Nicea I (325)


Il primo concilio ecumenico, convocato dall'Imperatore Costantino il Grande (morto nel 337), e tenutosi a Nicea (oggi, Iznik, in Turchia) per trattare dell'eresia ariana che minacciava di spezzare l'unità della Chiesa e dell'Impero romano. Ario, sacerdote alessandrino, aveva sostenuto che Cristo, ben lungi dall'essere pienamente e veramente divino, era semplicemente la prima creatura di Dio. Il Concilio rispose insegnando che Cristo è il Figlio « Unigenito » del Padre ed è omooùsios (Gr. « dello stesso essere » o « consostanziale ») col Padre (cf DS 125?130; FCC 0.503?0.504, 9.041?9.042). Il Concilio riconobbe anche i diritti patriarcali di Alessandria, Antiochia e Roma e prescrisse per tutti la soluzione alessandrina circa la data di Pasqua. Una stella nascente del Concilio fu sant'Atanasio, divenuto poi vescovo di Alessandria (morto nel 373), che vi partecipò come arcidiacono e accompagnatore del suo vescovo Alessandro di Alessandria. Cf Arianesimo; Concilio Ecumenico; Omooùsios; Patriarca; Simbolo niceno.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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