Concilio di Lione II (1274)


Fu convocato dal papa Gregorio X che voleva una Crociata (per liberare la Terra Santa dai Saraceni), un accordo coi Greci e una riforma per la Chiesa. Vi parteciparono grandi teologi, come san Bonaventura e sant'Alberto Magno. San Tommaso era stato invitato, ma morì nel viaggio, dopo aver portato a termine uno studio preliminare « circa gli errori dei Greci ». Nonostante una tassa imposta sulle entrate dei chierici, la Crociata non fu mai attuata. I legati dell'imperatore Michele VIII Paleologo firmarono una formula di unione (cf FCC 7.146). Questa fu celebrata il 6 luglio con il canto del Filioque ripetuto tre volte. L'unione, che in parte mirava a sedare la paura che Carlo di Angiò cercasse di restaurare l'impero latino di Costantinopoli, si rivelò effimera. La legislazione per la riforma della Chiesa comportò la soppressione di alcuni Ordini e regole severe da osservarsi quando i cardinali si riunivano per eleggere un nuovo papa. I Cattolici hanno di solito ritenuto il Concilio di Lione II come il quattordicesimo concilio ecumenico, ma nel 1974 Paolo VI ne parlò come di un « concilio generale dell'Occidente ». Cf Crociate; Filioque.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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