Concilio di Firenze (1438?1445)


Computato come il diciassettesimo concilio ecumenico dalla Chiesa Cattolica e qualche volta datato dal 1431 in quanto la prima parte del Concilio di Basilea fu una preparazione a quello di Firenze. Fu indetto dal papa Eugenio IV (1431?1447) soprattutto per realizzare l'unione con la Chiesa greca. Si tenne a Ferrara (1438?1439) quando giunsero i prelati greci e fu trasferito prima a Firenze nel 1439 e poi a Roma nel 1443. Il 6 luglio 1439 fu firmata la Bolla di unione coi Greci; il 22 novembre dello stesso anno fu raggiunta l'unione con gli Armeni. Il Concilio ottenne anche la riunione coi Copti, con gli Etiopici (4 febbraio 1442) e con altri cristiani orientali. Firenze ribadì l'insegnamento del « Filioque » (senza, però, imporlo ai Greci per quanto riguarda la recita del Credo). Il Concilio insegnò inoltre la visione immediata di Dio subito dopo la morte per quanti fossero senza peccati o fossero già purificati dai peccati commessi dopo il battesimo. Affermò il primato del papa (in termini piuttosto generici) e l'esistenza dei sette sacramenti (DS 1305?1306, 1330?1351; FCC 0.023?0.024, 2.004?2.005, 3.014?3.015, 4.081, 6.072?6.075, 7.029). Motivate in parte dalla paura delle conquiste turche, le unioni raggiunte a Firenze non durarono a lungo. Cf Chiese Orientali; Conciliarismo; Concilio di Basilea; Filioque; Primato; Processioni; Scisma.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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