Concilio di Calcedonia


È il quarto concilio ecumenico. Si tenne nel 451 in una città chiamata oggi Kadi?Köy (Turchia) sul Bosforo, di fronte a Costantinopoli. Il Concilio fu convocato per trattare dell'eresia monofisita di Eutiche (circa 378?454). La sua forte opposizione a quanti dividevano Cristo in due figli sembra averlo portato all'errore opposto, cioè, a ridurre Cristo ad una sola natura, quella divina, o ad una terza natura originatasi dalle due nature e che sarebbe rimasta l'unica dopo l'incarnazione. Condannato nel 448 in un sinodo locale tenutosi a Costantinopoli, Eutiche era stato riabilitato l'anno seguente in un Sinodo di Efeso convocato dall'imperatore Teodosio II (401?450). Il papa Leone I (440?461) chiamò questo Sinodo un « latrocinio » per certi atti di violenza in esso compiuti e per la procedura non canonica che gli aveva sottratto il diritto di giudicare. Espresse il suo pensiero nel famoso Tomo a Flaviano, Patriarca di Costantinopoli (morto nel 449). Quando Teodosio morì in seguito ad una caduta da cavallo, l'imperatore Marciano, d'accordo col papa, convocò un nuovo Concilio a Calcedonia. Vi si riunirono dai 500 ai 600 vescovi, tutti Orientali, eccetto tre legati papali e due vescovi dell'Africa. I Padri conciliari condannarono Eutiche. Dioscoro, Patriarca di Alessandria (morto nel 454), che era stato il principale sostenitore del Sinodo di Efeso, fu deposto per avere osato scomunicare il papa Leone. Il Concilio affermò l'unica persona di Cristo in due nature, quella divina e quella umana. Confessò « un solo e medesimo Cristo, Figlio, Signore, Unigenito da riconoscersi in due nature senza confusione, senza cambiamento, senza divisione, senza separazione, in nessun modo tolta la differenza delle nature per ragione dell'unione, e anzi salva la proprietà dell'una e dell'altra natura concorrenti in una sola persona e sussistenza; non in due persone scisso e diviso, ma un solo e medesimo Figlio... » (DS 300?302; FCC 4.012). Inoltre, il Concilio emanò 27 canoni di carattere disciplinare. Gerusalemme divenne un patriarcato, il quinto, ma il papa rifiutò di riconoscere il ventottesimo canone che assegnava a Costantinopoli, « la nuova Roma », ampi poteri di giurisdizione e la dichiarava seconda solo a Roma. Cf Concilio Costantinopolitano I; Concilio Costantinopolitano II; Concilio di Efeso; Eutichianesimo; Gerusalemme; Monofisismo; Tre Capitoli (I); Trisagio.

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