Concelebrazione


La celebrazione congiunta di uno stesso atto sacramentale da parte di parecchi ministri presieduti da un celebrante principale. Questa prassi, che si trova nella Chiesa primitiva, continuò in Oriente, mentre nel rito Latino era limitata a pochi casi come per l'ordinazione dei presbiteri. Il Concilio Vaticano II privilegiò la concelebrazione dell'Eucaristia nella Chiesa d'Occidente, ma non per questo abolì le cosiddette messe « private » o messe celebrate senza un'assemblea di fedeli (ma preferibilmente con un serviente). Il Concilio ribadì il carattere sociale dell'Eucaristia e l'unità del sacerdozio ministeriale, in particolare, l'unità del vescovo con i presbiteri della sua diocesi (SC 57?58). Nelle Chiese Orientali, le messe « private » sono sconosciute, e la concelebrazione una volta al giorno allo stesso altare è la norma. Cf Communicatio in sacris; Unzione degli infermi.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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