Battesimo dei bambini


Si tratta dei bambini nati da genitori cristiani. Il NT insinua la pratica del battesimo dei bambini quando parla di intere famiglie che abbracciano la fede e che vengono battezzate (cf At 10,1-48; 16,15.33; 18,8; 1 Cor 1,16). Nel secolo III, troviamo san Cipriano (morto nel 258) e Origene (circa 185 - circa 254) che si richiamano esplicitamente al battesimo dei bambini, mentre Tertulliano (circa 160 - circa 225) contesta questa prassi. All'inizio del V secolo, il battesimo dei bambini sembra largamente diffuso per non dire universale. Al tempo della Riforma, prima gli Anabattisti, poi i Battisti e altri gruppi rigettarono il battesimo dei bambini come opposto alla scelta personale e consapevole per Cristo che è richiesta a ogni battezzato. D'altra parte, siccome tutti gli esseri umani sono chiamati alla salvezza eterna, la Chiesa afferma il diritto e il dovere di battezzare i bambini dei genitori cristiani (cf DS 2552-2562; 3296), purché almeno uno dei genitori sia d'accordo e vi sia la speranza che il bambino riceverà un'educazione cristiana (cf CIC 867-868). Il battesimo dei bambini può essere differito se ciò può servire a preparare i genitori ad assumere meglio le loro responsabilità di cristiani. Nella Chiesa d'Oriente, il battesimo dei bambini è seguito immediatamente dalla cresima e dall'Eucaristia. Il nuovo Rito della Chiesa Cattolica per il battesimo degli adulti segue questa prassi. I bambini, invece, ricevono solo il battesimo. La comunione e la cresima (in questo ordine) sono tramandati finché abbiano raggiunto almeno l'uso di ragione. Cf Anabattisti; Battesimo; Battisti; Pelagianesimo; Sacramento.

Fonte: Dizionario sintetico di Teologia (G.O Collins, E.G. Farrugia)
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