Urim e Tummim


Esprimono il mezzo per la consultazione ufficiale di Iahweh ad opera del sommo sacerdote. Secondo l'opinione più accettabile sarebbero due pietre, di vario colore o forma. I due termini (Volgata: doctrina et veritas) etimologicamente pare significhino, ad attenerci all'ebraico: luce e integrità; se non derivano dall'assiro urè (Nebo, dio delle scritture e degli oracoli, è detto "signore degli urè") e tummu (forma derivata da tamu, "pronunziare una formula magica"). Istituzione prettamente mosaica (Ex. 28, 29 s.); il sommo sacerdote, nelle sue funzioni, portava sul petto il pettorale (o borsa), con dentro l'U. e il T.; e il pettorale è detto per questo "pettorale del giudizio". La domanda (cf. I Sam 14, 41 s., specialmente nella versione greca) era formulata in modo che la risposta poteva essere data semplicemente per sì o no. Mosè era in diretta relazione con Dio. Giosuè invece, almeno ordinariamente si rivolgerà al sommo sacerdote, che «consulterà per lui la decisione dell'U. davanti al Signore» (Num. 27, 21).
Questa consultazione, frequente nel regno di Saul e all'inizio di quello di David (1Sam 10; 14; 23; 30; 2Sam 2, l; 5 ecc.; cf. 105. 9, 14; Iudc. l, 2; 20, 18), non è più attestata sotto Salomone e in seguito. Dio si serve della ispirazione profetica per comunicare la sua volontà. L'U. e il T. rimarranno tuttavia col pettorale, parte dell'abbigliamento del sommo sacerdote.
[F. So.]

BIBL. - L. DESNOYERS, Histoire du peuple hébreu. I, Parigi 1922. p. 335 s.; A. CLAMER, Nombre (La Ste Bible. ed. Pirot, 2), ivi 1940, p. 422; A. MÉDEBIELLE (ibid., 3), 1949, p. 407.


Autore: Mons. Francesco Sole
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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