Tito Flavio Vespasiano


Figlio e successore di Vespasiano, come imperatore (79- 81 d. C.). Il suo nome è legato all'assedio e alla distruzione di Gerusalemme; realizzatasi secondo la profezia accurata del Redentore (Mt. 24 e passi par.). Nato il 39 d. C., quando Vespasiano nei torbidi che seguirono alla morte di Nerone (68 d. C.) fu eletto dalle legioni d'Oriente imperatore (69), T. prese il posto del padre nel comando delle truppe romane per l'assedio di Gerusalemme, che ormai s'avviava al suo tragico epilogo.
Il 17 luglio del 70 cessò, e per sempre, il sacrificio quotidiano nel Tempio (Giuseppe, Bell. VI, 2.1); il 6 agosto, mentre i legionari vi irrompevano, e T. cercava fermarne, anche a bastonate, la sdegnosa ferocia, per indurli a mettere in salvo quanto si poteva, degli utensili, ecc., e per conservare intatto l'edificio, un incendio improvviso distrusse inesorabilmente ogni cosa. Il Tempio e la città divennero un cumulo di fumanti rovine. L'assedio finale era durato. 5 mesi. A Roma, gli fu innalzato il celebre arco di trionfo nei cui bassorilievi si possono scorgere ben ritratti il candelabro (v.) d'oro a sette bracci e la mensa dei pani (v.) di presentazione, che furono tra i pochi oggetti messi in salvo.

[N. C.]


Autore: Padre Natale Ciavatassi
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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