Teraphim


Il termine, malgrado la sua forma plurale, può indicare un solo oggetto (cf. 1Sam 19, 13 ss.) come i nomi urim e tummim che indicano le due sorti sacre. Il t. appare come una specie di idolo domestico in Gen, 31, 19-35 dove, con altri oggetti (Gen. 35, 2 ss.), sembra appartenesse alla religione aramea; e, senza dubbio, ha tal carattere in I Sam 19, 13 ss. dove, tuttavia, Mical, che se ne serve per ingannare i sicari mandati da Saul, ponendolo sul letto a simulare David indisposto, non lo tratta con molto rispetto. Negli altri passi dove ricorre, sembra trattarsi di un oggetto adoperato per la divinazione; in essi infatti è associato alle frecce usate per le sorti (I Sam 15, 23; Ez . 21, 26: Nabucodonosor nella marcia contro Gerusalemme consulta i t. e ricorre all'epatoscopia; Zach. 10, 2), all'efod (ricettacolo delle sorti sacre; Iudc. 17, 5; 18, 14.17; Os 3, 4), o agli spiriti (2Reg. 23, 24).
Questi ultimi esempi rendono poco verosimile l'opinione che vuole vedere nei t. i dèi penati o gli antenati divinizzati; dovevano essere piuttosto un oggetto cultuale proprio come l'efod, le frecce, le sorti, e servire agli oracoli sia privati (testi di Gen., I Sam 19~ sia pubblici. Con tale carattere dei t., concorda la spiegazione rabbinica (cf. Buxtorf, Lexicon Chaldaicum, Talmudicum et Rabbinicum, col. 2661).
Il fatto che Rachele nasconde i t. di suo padre nel basto del cammello e vi si siede sopra, suppone che il t. (o i t.) di Labano non era così voluminoso; quello invece di Mical doveva esserlo molto di più.
L'etimologia proposta per spiegare t. da refa'im "i discesi negl'inferi", oltre ad essere contestabile per la caduta dell'alef, sembra soprattutto ispirata dal desiderio di avvicinare l'uso dei t. al culto dei mani; spiegazione nient'affatto favorita dai testi. Senz'altro si trattava di un oggetto superstizioso,conservato da Mical all'insaputa di David, come già da Rachele all'insaputa di Giacobbe.
[F. S.]

BIBL. - L. DESNOYERS. Histoire du peuple hébréu, I, Parigi 1922. p. 292; R. TAMISIER, Le livre des Juges (La Ste Bible, ed. Pirot, 3), ivi 1949, pp. 270, 274; A. MÉDEBIELLE, Les livres des Rois, ivi, pp. 413, 428.


Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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