Tenda


È la classica abitazione del nomade (ebr. sukkah; greco ***) costretto a spostarsi nel deserto in cerca di nuovi pascoli. Vivevano sotto le tende i Patriarchi, gli Ebrei nel deserto, posteriormente i Recabiti; continuano a vivervi da millenni i beduini del vicino Oriente. La t. constava di una copertura ricavata da pelli di animali o intessuta di peli di capra o di cammello, dal colore scuro (Cant. 1, 14), distesa su pali ritti in terra e tenuta salda mediante cordicelle legate a forti picchetti con fitti al suolo; cf. Is. 54, 2. A forma rotonda o rettangolare, di grandezza proporzionata al bisogno, la t. era divisa internamente mediante tendaggi in più scompartimenti: per gli uomini, le donne, i servi e talvolta gli animali. I più facoltosi riservavano apposite tende per le donne (Gen. 24, 67; 31, 33; Iudt. 12, 1.5; 13, 3). Intorno alla t. girava un recinto di sassi (haser o tirah: Gen. 25, 16; Num. 31, 10), dove la notte veniva trattenuto il gregge. Più tende disposte insieme formavano un accampamento (mahaneh: Num. 2, 3-31 etc.).
La t. per l'atto del suo dispiegarsi e per la sua essenziale mobilità si prestò al simbolo. La volta celeste è una t. stesa da Dio al disopra della terra (Ps. 103, 2; Is. 40, 22, ecc.). Ad una t. è paragonata l'instabile vita umana (Is. 38, 12) e, più precisamente, il nostro corpo mortale ("psichico") abitazione provvisoria destinata alla distruzione, in contrapposto alla costruzione permanente e solida che è il corpo glorificato ("pneumatico") 2Cor 5, 1-4. La metafora ritorna in 2Pt. 1, 13 s. armonizzata con quella della vita come pellegrinaggio.
[S. R.]

BIBL. ,- F. X. KORTLEITNER, Archeologia biblica, 1917, p. 445 s,; E. KALT. Archeologia biblica,2a ed., Torino 1943, p. 28 s.


Autore: Padre Santino Raponi
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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