Talmud


È il "corpus" della dottrina giudaica postbiblica, giuridica particolarmente, comprendente la Misna, che è il testo fondamentale, e la Gemara che ne è il commentario. Già sin dai tempi di Esdra si riteneva che la Legge fosse qualcosa di fisso e immutabile e solo alla sua luce si scioglievano i nuovi casi che di mano in mano si presentavano. Ma gl'Israeliti prestavano fede oltre che alla Bibbia anche all'autorità degli anziani, la cui tradizione (cf. per es. Mc. 7, 3), tramandata prima oralmente, fu da Rabbi-Giuda Ha-Nasi' (c. 200 d. C.) raccolta in forma quasi definitiva e legalmente trasmessa (Misna). L'interpretazione dei dottori dimoranti in Palestina e di quelli viventi in Babilonia han dato un duplice T.: Palestinesa o Gerosolimitano e Babilonese.
La raccolta e la divulgazione della Misna di R. Giuda Ha-Nasi' non escludono la preesistenza di altri "Trattati".
Forse le prime collezioni risalgono ai tempi di Hillel e Shammai (coevi di Cristo) e, più probabilmente, a R. Akaba (+135) il quale già aveva fatto una raccolta delle decisioni dei dottori simile a quella di Giuda Ha-Nasi'. Quest'ultimo volle fare una raccolta definitiva per tutelare l'uniformità della dottrina; costituì in tal modo un "corpus" ufficiale, ultima e definitiva autorità iussiva in materia religiosa e civile. Per eliminare le raccolte non autentiche, egli riportò i canoni della legge e li confermò non solo con la sua autorità, ma aggiunse anche le sentenze di altri dottori spesso alla lettera e con l'autentica del nome dell'autore.
Dopo Giuda la Misna subì delle aggiunte.
La lingua, in confronto di quella della Bibbia, si accrebbe di locuzioni straniere (aramaica, greca, latina) su sostrato neoebraico.
La Misna si divide in "ordini" (sedarim); quindi questi si suddividono in "trattati" (massekheth, pl. massekhtoth); i trattati, a loro volta, in "capitoli" (pereq, pl. peraqim); i capitoli in "paragrafi" (misnah, pl. misnijoth) o, secondo il T. palestinese, in "sentenze" (halakhah, pl. halakhoth),
Gli "ordini" sono sei: 1) zera' im (semi): regole riguardanti l'agricoltura; 2) mo'ed (festa) o delle feste; 3) nasim (donne) o del diritto matrimoniale e famigliare; 4) neziqim (danni) o del diritto civile e penale; 5) qodasìm (cose sacre):o delle cose sacre e dei sacrifici; 6) teharoth (purezza) o delle purificazioni.
Gli ordini comprendono 63, trattati e 523 (525) capitoli.
Gli argomenti si susseguono più per associazione d'idee che per ordine logico. I dottori son detti "Tanna'im".
Le discussioni e le dispute sulla Misna fatte nelle scuole palestinesi e babilonesi furono raccolte nella Gemara, che è una specie di protocollo d'élle sentenze che i dottori pronunciavano a conclusione delle discussioni.
L'attuale T. "palestinese risale, nella sua parte fondamentale, a R. Iochanan b. Nappacha (+279), nelle aggiunte, ad altri dottori. L'odierna forma forse rimonta al 425 circa d. C. È scritto in lingua aramaica;

[B. N. W.]
BIBL. - Edizioni della Misna: G. SURENHUSIUS. "Mischna sive totius Hebraeorum juris, rituum, antiquitatum ac legum oralium systema cum clarissimis Rabbinorum Maimonides et Bartenorae commentariis integris... latinitate donavit ac notis illustravit Guilielmus Surenhusius. 6 voll. (corrispondenti ciascuno a un "ordine"). Amsterdam 1608-1703; BEER-O. HOLTZMANN, Giessen 1912. Edizioni del Talmud Palestinese: BL. UGOLINI, Thesaurus antimutatum sacrarum, voll. 17, 18. 20. 25. 30. Venezia 1755-1765; M. SCHWAB. Le Talmud de Jérusalem traduit pour la première lois. 11 voll. Paris 1878-1889 (tom. 12, 1890). - Edizioni del Talmud Babilonese: cf. Judisches, Lexicon V, Talmud, coll. 837-38 (solo lo schema); il Talmud bab. contenente particolarmente la Gemara di R. Aschi (+427), fu redatto da Rabina II (499); ma la forma definitiva l'ebbe forse solo nel secolo VI. - Versioni col testo aramaico e traduzione: LAZ. GOLDSCHMIDT, Der Babylanische Targum, 9 voll., 1897-1935: vol. l, 2, 3, 7 (Berlin), 4, 5, 6, 8 (Lipsia), 9 (Den Haag); con la sola versione: M. L. RODKINSON. New Edition of the Babylonian Talmud, vol. 20, Boston 1918; I. EPSTEIN, The Babylonian Talmùd translated in to English..., vol. 34, Londra 1935-1948; A. ROMEO, Il Giudaismo, Fonti, in N. TURCHI, Le religioni nel mondo, Roma 1946, pp. 329 s. 381 ss. (ricca bibl.).


Autore: Padre Beniamino Nespon-Wambacq
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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