Sumeri


Il più antico popolo finora conosciuto. Vive dalla metà del IV millennio a. C. nella Mesopotamia del Sud, intorno alle foci del Tigri e dell'Eufrate, i quali fino alla morte di Alessandro Magno entravano separati nel Golfo Persico. Fino a poco tempo fa si riteneva un popolo autoctono. Oggi si pensa all'esistenza di Presumeri o Protosumeri poiché la civiltà dei S. appare nel IV millennio molto sviluppata e non primitiva. L'origine è ignota come pure non si può classificare la razza: né semitica né indoeuropea. La lingua è catalogata tra le agglutinanti come il turco e l'ugro finnico.
Già verso il 3200 ca. i S. usano una scrittura pittografica lineare che dapprima segue i principi, visuali, in quanto un segno esprime un concetto, indi i fonetici, poiché un ideogramma indica un suono o fonema: è la scrittura cuneiforme che verso il 3100 ca. avrebbe influenzato anche la geroglifica.

L'economia, spinge i S. a formare piccole città-stato, indipendenti l'una dall'altra, spesso l'una contro l'altra come le ***. Il Tigri e l'Eufrate vedono dei canalizzatori esperti e degli sfruttatori capaci. Fino alla metà del III millennio , i S. vivono quasi indisturbati finché non giungono i Semiti dal deserto siro-arabico. Sargon d'Agade lotta contro Lugalzaggisi di Uruk, vince e sposta il centro culturale mesopotamico verso il nord. In Mesopotamia accanto al regno di Sumer sorge quello di Accad (2360-2180 ca.). La potenza dei Semiti è tuttavia abbassata dall'intervento", dei Guti (2180-2065 ca.), orde indisciplinate provenienti dai monti, settentrionali della Mesopotamia e che non lasciano tracce durature, ma permettono ai S. di rialzare il capo. Gudea di Lagas, di cui si conservano numerose iscrizioni su cilindri e statue, è il governatore più celebre del periodo chiamato "neosumerico", durante il quale le varie città ritornano alla rivalità e alla indipendenza: Ur (2070-1960 ca.), Jsin e Larsa (1960-1830 ca.) emergono; Ma la divisione porge il fianco alla invasione dei Semiti dal nord, degli Elamiti dal sud. Questi danno il colpo di grazia al dominio politico dei S. con la conquista di Ur. Sopravvivono Larsa che sarà conquistata da Kudur-Mabuk, e Isin, dominata da Rim-Sin; nel 1770 ca. Samsi-Addu prima, Hammurapi in seguito, ambedue di origine amorrea, faranno delle città dei S. le tributarie del loro impero. La razza sumerica scompare assorbita dai Semiti. La lingua, eliminata dall'uso vivo, rimane nella liturgia e presso i dotti fino al tempo di Cristo. La scrittura cuneiforme è adottata dai Semiti di Assiria e Babilonia, dagli Elamiti, Hurriti, dagli Indoeuropei dell'Asia Minore e dell'Iran, dagli Urartici: l'ultimo documento in cuneiforme risale al 6 a. C. La religione si fonda su un concetto di abbondanza e si avvicina più alla cananea che alla assiro-babilonese. Il pantheon sumerico passa tuttavia in eredità ai Semiti mesopotamici come l'arte e la letteratura. Il diritto offre precursori ad Hammurapi e particolarità che il monarca babilonese ignora: il codice di Ur-Nammu (III dinastia di Ur, 2050 ca.) che segue la composizione legale e non il principio del taglione: le leggi di Lipit- Istar (dinastia di Isin, 1910 ca.). Rispettivamente sono anteriori di 350 e 185 anni ad Hammurapi.

La Bibbia ignora il nome dei S. a meno che non si voglia sostenere con G. Dossin che Shinc'ar (Gen. 10, 10; 11, 2; 14, 1. 9; Ios. 7,21; Is. 11, 11; Zach. 5, 11; Dan. l, 2) è la corruzione di Sumer. Tuttavia parla di Ur dei Caldci (Gen. 11, 31 ecc.), di Larsa (Ellasar di Gen. 14, l) di Uruk (Erech di Gen 10, 10). I primi capitoli della Genesi hanno relazioni, secondo il genere letterario, con il contenuto degli inni cultuali dei S. Così la creazione, l'organizzazione della civiltà, i patriarchi, il diluvio e altre tradizioni presentano affinità quanto alla forma presso la letteratura biblica e la sumerica.

BIBL. - A. DEI MEL. Sumerische Grammatik. Roma 1939; ID. Sumerisches Lexicon, ivi 1928; 1947: J. B. PRITCHARD. Ancient Near Eastern Texts relating to the Old Testament. Princeton 1950, pp. 37-59; 159-61 ecc.; A. FALKENSTEIN - W. VON SODEN. Sumerische und akkadische Hymnen und Gebete. Zurigo 1953; A. PARROT. L'archeologie mésopotamienne, Parigi 1953; C. F. JEAN. La religion sumérienne, ivi 1931; S. N. KRAMER - A. FALKENSTEIN. Ur-Nammu Law Code, in Orientalia, 23 (1954) 40-51.

Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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