Speranza
Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaNel Nuovo Testamento, la S. è la seconda delle tre virtù teologali, tra la fede e la carità: che sono i costitutivi della vita cristiana (1Ts. 1, 3). Il battezzato nasce alla fede e alla s., simultaneamente (1Ts. 1, 9 s.); il suo oggetto diretto è la gloria eterna (Col. l, 27), «la manifestazione del nostro grande Dio e Salvatore, il Cristo Gesù» (Tit. 2, 11 ss.); la glorificazione anche del nostro corpo, nella risurrezione finale (I Cor 15; Rom. 8). Praticamente, tutti i beni che ci attendono al di là della terra (Col. 1, 5); subito dopo la nostra morte (Phil. 1, 21.23; 2Cor 5, 6.8).
L'opposizione tra i cristiani e i pagani è espressa da S. Paolo due volte con la frase «coloro che non hanno s.) (Eph. 2. 12; 1Ts. 4, 13), riferita ai pagani. Alla S. è congiunta la pazienza perseverante ***, (1Ts. l, 3; Rom. 8, 2S ecc.), fermezza resistente e militante, necessaria per sopportare le tribolazioni, riservate ai cristiani (I Tim. 6, 11 ecc.), Questa S. è Dio che l'ha messa nei nostri cuori (2Ts. 2, 16; Rom. 15, 5.13 ecc.); poggia su Cristo, che è «la nostra s.» (Col. 1, 27). Ma la sua ultima ragione è l'amore di Dio (Rom. 5, 5), perciò «la carità tutto spera, tutto sopporta» (I Cor 13, 7). Questo amore di Dio, che discende per il Figlio, fino a noi, e che nulla può sminuire è per noi pegno sicuro di tutti i beni soprannaturali (Rom. 8; 35-39).
[F. S.]
BIBL. - R. BULTMANN - K. H. RENGSTORF, ***, in ThWNT, II, pp. 515-31; J. BONSIRVEN, II Vangelo di Paolo, Roma 1951, p. 314 ss.