Sinottici


Sono i tre primi evangeli, Mt., Mc., Lc., così chiamati perché, disposti in colonne parallele, il loro contenuto, in genere affatto identico, può rilevarsi con un sol colpo d'occhio. J. J. Griesbach, pare sia stato il primo ad usare il termine sinossi per una siffatta disposizione dei primi tre evangeli, da lui stesso composta (1774). In realtà, la più grande somiglianza risalta nello schema, nel contenuto e nella stessa forma letteraria (talvolta negli stessi termini rari), dei tre S.; accompagnata, ed è ancor più notevole, da non minor dissimiglianza, egualmente nel contenuto e nella forma.
Per averne un saggio basta aprire una sinossi e leggere ad es. Mt. 9, 2.6; Mc. 2, 5-11; Lc. 4, 30·24; e, caso tipico di dissimiglianza nella disposizione e nella forma, la narrazione dell'istituzione della SS. Eucaristia (Mt. 26, 17-30; Mc. 14, 12.25; Lc. 22, 7.30). Sono state compilate statistiche minuziose e varie (cf. Da Fonseca). Se i singoli Evangeli si dividono in 100 parti, il calcolo dà i seguenti risultati: a) nelle narrazioni: Mt. 2 in comune con gli altri; 23 diverge; Mc. rispettivamente 3 e 47; Lc. 0,50 e 34; b) nel riportare le parole di Gesù, ecc.: Mt. 15 concorda e 60 diverge; Mc. rispettivamente 13 e 37; Lc. 9, 50 e 56. Come spiegare questo fenomeno singolare? La questione sinottica ne ricerca le cause. Si tratta di una questione essenzialmente letteraria; piuttosto unica che rara; che non ha ricevuto finora una soluzione al tutto adeguata e soddisfacente, dati i molteplici aspetti, spesso contrastanti, da essa offerti. Bisogna fissare bene i punti fermi, storicamente assodati, sull'origine, la composizione, l'autore di ciascuno dei tre S. Essi sono:

1. Autori dei rispettivi evangeli sono, nell'ordine, Matteo, Marco, Luca.

2. Matteo ha scritto secondo la catechesi apostolica in uso in Palestina, nei rapporti particolari con i Giudei; Marco riflette direttamente la predicazione di s. Pietro, in un ambiente più vasto, quello dell'impero ed esattamente della capitale; Luca infine scrive seguendo la predicazione dell'Apostolo delle Genti, e per i Gentili. Questi dati sono già offerti negli Atti e nelle lettere di s. Paolo (v. Catechesi apostolica) con lo schema dell'unica catechesi.

3. Matteo scrisse in aramaico; ben presto però il suo vangelo fu tradotto in greco; a noi rimase soltanto la traduzione; Mt. greco, come si suole sintetizzare, è sostanzialmente identico, per non dire, ritrae fedelmente ed esattamente Mt.-aramaico, suo prototipo. 4. L'ordine cronologico pertanto è: Mt.-aramaico, Mc. e Lc.; rimane incerto il posto di Mt. greco.

Da G. E. Lessing (1779) in poi, sono state proposte varie soluzioni. Gli acattolici abusarono della questione sinottica per intaccare l'autenticità e il valore storico degli Evangeli; le loro soluzioni si basavano unicamente su argomenti di critica interna, spinti da un soggettivismo arbitrario e dominati da teorie aprioristiche quali, l'impossibilità del soprannaturale, la collettività creatrice ecc.
Delle soluzioni avanzate, la Chiesa ha condannato quella delle due fonti: Q (***) e Ur- Markus (o Marco primitivo), che nega a Matteo e a Marco il loro rispettivo Evangelo. Ormai, la soluzione più comune, considera come causa, quasi adeguata, dei fenomeni letterari su accennati, la catechesi apostolica, nella sua fondamentale unità e nelle sue particolarità. Per le affinità, strettamente verbali, si ricorre alla ipotesi della mutua dipendenza, almeno di Mt.-greco da Mc., e di Lc. da Mc. e forse da Mt.-greco. In realtà la catechesi apostolica è la sola causa stabilita con argomenti storici; tutte le altre ipotesi, anche questa della mutua, dipendenza, che tanto favore gode tra i cattolici (come concausa con la precedente) non escono dal campo della pura critica interna. E in questo campo, bisogna riconoscerlo, tutto è aleatorio.

Uno studio recentissimo (L. Vaganay, Le problème synoptique, Paris 1964, pp. XXIV- 474) nega di fatti questa mutua dipendenza e cerca la spiegazione della questione sinottica nella dipendenza diretta dei tre evangeli Mt.-greco, Mc. e Lc. da un prototipo comune, un Matteo arcaico in una trascrizione greca. Il Mt.-aramaico della tradizione, eco della catechesi apostolica prende pertanto al riguardo un'importanza decisiva.

BIBL. - A. DA FONSECA. Quaestio synoptica, 3a ed., Roma 1952; la migliore sinossi: M. J. LAGRANGE. Sinossi dei quattro evangeli, 2a ed., Brescia 19~8; L. CERFAUX, Le problème syn. A propos d'un livre récent, in NRTh, 76 (1954) 494-505; J. LEVIE, L'év. araméen de s. Mt. est-il la souree de Mc.? in NRTh, 76 (1954) 689-715, 812-43.

Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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