Sinai


Vasta penisola di forma triangolare, posta fra l'Asia e l'Africa, lunga 400 e larga 210 km., delimitata a nord dal Mediterraneo, a sud-ovest dal golfo di Suez, a sud-est dal golfo di 'Aqabah, denominata dal gruppo montagnoso che sorge nella sua parte meridionale (ebr. Sinai; greco ***; araho Tur Sina). Originata dagli sprofondamenti tettonici che diedero origine alla espressione del Mar Morto, al golfo di Aqahah e dal Mar Rosso, dotata di un reti colato idrografico molto complesso, tributario al Mediterraneo (Wadi el 'Arish) o al golfo di Suez: (Ba'ba'ah, Mukattab) o al golfo di el 'Aqabah (Wadi en Nasb, el Keid), con Clima temperato o caldo-arido, assai salubre, con piogge invernali, il S. presenta nel tavolato interno e calcareo, ad eccezione delle grandi oasi di Feiran e Nakhl, una steppa arida, sufficiente per Un pascolo ridotto; nel massiccio cristallino del S., fornito di ricche sorgenti perenni una vegetazione lussureggiante. Fu abitato da stirpi semitiche fin dai primordi, dedite alla pastorizia e ad una scarsa agricoltura e mai passate ad una sviluppata civiltà sedentaria.

La penetrazione egiziana nel S., segnalata fin dalla III dinastia; ebbe come unico scopo il possesso e lo sfruttamento delle miniere di rame e di turchese che si trovano in varie località della penisola e specialmente nel Wadi al-Magharah ("wadi della caverna" a motivo delle ancora esistenti gallerie minerarie). In questo wadi ed in particolare nella località montagnosa detta Sarabith al Khadim "cunicoli dello schiavo" furono scoperte tracce cospicue di antichi lavori minerari, un santuario di una dea egiziana con numerose iscrizioni geroglifiche attestanti il culto della dea dalla XII dinastia in poi. Particolare interesse presentano le 25 iscrizioni "sinaitiche" (v.), ivi studiate da A. H. Gardiner nel 1917 e da W. F. Albright nel 1948 Altre numerose iscrizioni nabatee, dovute probabilmente a pellegrini nabatei recati si agli antichi santuari del S. tra il sec. I-II d. C., furono scoperte in varie località, in particolare nel Wadi Feiran.

La penisola fu teatro dell'esodo ebraico (Ex. 15 ss.; Num. 33), diretto verso il S. seguendo un'antica pista carovaniera fiancheggiante il golfo di Suez, già praticata dagli Egiziani per recarsi a Sarabith el Khadim e circostanti miniere di turchese. Al monte S. sinonimo del biblico Horeh, usato sempre in Deut. (eccetto 33, 2) (cf. Ex. 3, I-II con At. 7, 30 ss.; Ex. 19, 18 con Deut. 4, 10.15; 5, 2 ecc.) avvenne la visione mosaica del roveto ardente con l'ordine divino di ritornarvi ad adorare Dio dopo l'uscita dall'Egitto (Ex. 3,2.12); l'adunanza del popolo ebraico con la grandiosa teofania e l'alleanza sinaitica (Ex. 19, 18 ss.; Deut. 4, 10.15; 5, 2; 18, 16); la consegna delle tavole della legge e la loro collocazione nell'arca ivi costruita (Deut. 9, 8 ss.; I Reg. 8, 9; 2Par. 5, 10); la promulgazione della legge (Mal. 3, 22); l'adorazione del vitello d'oro (Ps. 106, 19; Deut. 9, 8 ss.); il prolungato soggiorno per più di un anno degli Ebrei usciti dall'Egitto (Deut. 1, 2.19 ecc.). Al S. si rifugiò pure il profeta Elia, perseguitato dall'empia regina Iezabele (I Reg. 19, 8). La tradizione, salda, nonostante i vari tentativi di altre identificazioni, perché rappresentata da testi scritti (F. Giuseppe, Peregrinatio Egeriae), da monumenti locali (memorie di Mosè ed Elia nell'attuale convento di s. Caterina e sui monti circostanti), dalla trasmissione toponomastica (Gehel Miìsa "monte di Mosè") e confermata dall'identificazione dell'itinerario esodico (Num. 33), identifica l'Horeb. S. biblico coll'attuale Gebel Musa (m. 2244) e l'altipiano su cui erano accampati gli Ebrei con ar-Rahah. Un'altra tradizione locale, meno autorevole, identifica il S. con la cima meridionale (Gebel Musa) e l'Horeh con quella settentrionale (Ras Es-Safsaf, m. 1214). ]
[A. R.]

BIBL. - M. J. LAGRANGE. L'itinéraire des Israélites... in RB. 9 (1900) 63-86. 273-87. 443· 49; ID., Le S. biblique., in RB, 8 (1899) 378-92; P. VINCENT. Un nouveau S. biblique, in RB, 39 (1930) 73-83; F. M. ABEL, Géographie de la Palestine, I, Parigi 1933, pp. 391-96. Iscrizioni protosinaitiche: H. G. MAY. in Bib. Arch.. 8 (1945) 93-99; W. F. ALBRIGHT. in BASOR, 109 (1948) 5-20; ID., in BASOR. 110 (1948) 6-22; e ibid. 118 (1950) 12-14.


Autore: Sac. Armando Rolla
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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