Simon (Mago)
Autore: Sac. Angelo Penna
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaSu S. abbondano notizie fantastiche negli apocrifi: Atti di Pietro, le Omelie (11, 22-40; III, 1-58; IV, 2) e le Recognizioni (1, 72-III, 75) clementine. Poggia su un malinteso l'affermazione di Giustino (Apologia 1, 26; 56; Dialogus cum Tryphone Iudaeo 120) che a Roma fosse dedicata una statua a S. come a un dio. Ma concorda con gli Atti (3, 10) quanto egli afferma circa la strana dottrina di S. ed appare molto verosimile la notizia intorno alla sua compagna Elena. Secondo Giustino i Samaritani adoravano in S. il primo Dio ed in Elena l'idea primordiale proveniente da Lui. Secondo s. Ireneo (Adv. Haereses I, 23, 1·3; 27, 4; PG 7, 670-73.639) che presenta un sistema abbastanza organico, rispecchiante forse più le idee dei Simoniani suoi contemporanei che non quelle personali di S., questi è la Virtù sublimissima, il Padre Supremo, che, attraverso l'Énnoia da lui emanante (= Elena), ha creato gli Angeli; costoro trattengono prigioniera per invidia l'Énnoia, la quale è costretta a trasmigrare in vari corpi finché non raggiunga quello di una prostituta di Tiro, ossia Elena. Allora interviene S. per liberarla e predicare con essa la nuova dottrina, ricorrendo volentieri ad incantesimi, sortilegi e necromanzie. Abbiamo in embrione la dottrina della gnosi sulle complicate serie di eoni, che ricollegano Iddio inaccessibile al mondo materiale, il concetto dualistico fra l'elemento divino e la materia, che riesce ad imprigionare il primo finché non venga liberato. Ippolito (Philosophumena VI, 7-20), attribuisce a S. un'opera dal titolo la Grande dichiarazione.
[A. P.]
BIBL. - E. AMANN, in DThC. XIV, 2, coll. 2130-40.