Simeone


Nome di persona (Gen. 29, 39); secondo figlio di Giacobbe e di Lia. Assieme a suo fratello Levi si vendica dell'offesa arrecata alla loro sorella Dina da parte dei Sichemiti. Questo episodio fa parte dei ricordi storici delle lotte sostenute dalle tribù israelite ed i loro capi contro la popolazione autoctona delle montagne centrali di Canaan. La tradizione rabbinica considera S. come autore del progetto di uccidere, cambiato poi in quello di vendere, Giuseppe (Gen. 37, 18).
Capostipite della tribù omonima. La statistica compiuta nel deserto attribuisce a tale tribù 59.300 uomini (Num. 1, 23), ma in periodo successivo soltanto 22.200 uomini (ibid. 26, 12 ss.). Non è escluso, che le guerre contro i Madianiti e Moabiti abbiano contribuito a diminuire numericamente la tribù di S. (Num. 25). All'atto della conquista del paese S: si unisce alla tribù di Giuda nelle imprese belliche contro le popolazioni autoctone (Iudc. 1, 3.e 17). Le località assegnate in Ios. 19, 1 ss. a S. sono considerate in Ios. 15, 21 ss. come appartenenti nella maggior parte alla tribù di Giuda, il che fa credere che la tribù di Giuda abbia lentamente assorbito buona parte di quella di S. La benedizione di Mosè (Deut. 33) non nomina affatto S. e neppure il canto di Debora (Iudc. 5), considerato da tutti i critici come molto antico, fa menzione di S., mentre ricorda le eroiche gesta di altre tribù israelite. I Par. 4, 20 ss. considera S. ancora al tempo di David (circa 1000) come una tribù a sé.

[E. Z.]


Autore: Padre Eugenio Zolli
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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