Seleucidi
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaDemetrio I (162-150), soprannominato Sotere, figlio di Seleuco IV, in ostaggio a Roma dal 175 al posto del fratello Antioco, fuggì e, sbarcato a Tripoli (1Mac. 7, 1; 2Mac. 14, 1), agì con rapidità contro Lisia; quindi iniziò una lotta fortunata contro il satrapo Timarco di Babilonia. Promosse varie spedizioni contro Gionata Maccabeo, inviando truppe e imponendo il sommo sacerdote Alcimo (I Mach. 7, 1-50; 9, 1-73). Contro Demetrio insorse Alessandro Bala, avventuriero spacciatosi per figlio di Antioco IV, con il quale si schierò Gionata nonostante le numerose promesse di privilegi economici e politici offerte da Demetrio. Demetrio fu vinto e ucciso (I Mach. 10, 48-50) e gli successe Alessandro Bala (150-145) ricordato con simpatia dagli Ebrei perché legato d'amicizia con Gionata, cui concesse fra l'altro il sommo sacerdozio (I Mach. 10, 20).
Ad Alessandro Bala vinto e ucciso, successe Demetrio II Nicatore, che regnò due volte (145-138; 130-125). Egli confermò il sommo sacerdozio ed altri privilegi a Gionata (I Mac. 11, 30-37), che pure era stato aperto sostenitore di Alessandro, e che lo abbandonò a motivo del suo tradimento, durante la rivolta di Trifone (ivi, 11, 47-51).
Simone Maccabeo si fece nuovamente alleato di Demetrio ottenendone la piena autonomia della Giudea (ivi, 13, 34·42; 14, 38 s.). Nel 138 Demetrio fu fatto prigioniero dai Parti, che lo trattarono umanamente (ivi, 14, 1-3). Morto suo fratello Antioco VII, che continuava la lotta contro Trifone, nel 130-129 Demetrio fu di nuovo re fino al suo assassinio (125) da parte dell'usurpatore Alessandro Zabina.
Antioco VI Dioniso (145-141), figlio di Alessandro Bala, fu portato ancora fanciullo dall'Arabia e proclamato re da Trifone, generale del padre, che iniziò a nome del fanciullo la rivolta contro Demetrio II (I Mach. 11, 39 s. 54·56). Gionata, che ebbe le solite concessioni da Trifone, si impegnò a sostenerlo contro Demetrio, che controllava sempre le regioni settentrionali. Nel 151 Trifone uccise il piccolo Antioco, assumendo direttamente il titolo di re. Ma prima a Tolemaide catturò Gionata possibile difensore di Antioco (ivi, 12, 39 s.); quindi, ricattò Simone, chiedendo gli la consegna dei due figli di Gionata quali ostaggi e 100 talenti d'argento con la promessa della liberazione del prigioniero, regolarmente non mantenuta. Fallito il tentativo di riaffermare l'autorità seleucidica in Giudea, uccide Gionata (ivi, 13, 12-32).
Ripresa la lotta contro di lui da Antioco VII, fratello di Demetrio II, Trifone fu sconfitto in Orto sia presso Tripoli in Siria nel 138 (ivi, 15, 37-39).
Antioco VII (138-130) detto Sidete (dalla città di Side in Panfilia ove era cresciuto) ed Evergete (= Benefattore), si proclamò re a Tripoli e sposò Cleopatra Tea, sua cognata. Dapprima ricercò l'appoggio di Simone Maccabeo (I Mach. 15, 2-9), ma in seguito, sicuro della situazione, si mostrò ostile ai Giudei (ivi, 15, 36-16, 10), intervenendo contro Giovanni Ircano (v. Maccabei).
BIBL. - G. RICCIOTTI, Storia d'Israele, II, 3a ed., Torino 1938, pp. 53-67. 283-329; E. BICKERMAN, Institutions des Séleucides, Parigi 1938; STAHELIN. Seleukos, in PAULY- WISSOWA. Realenc. der class. Altertuntswissen., serie II, vol. II, coll. 1208- 64.