Samuele (Libri di)


Nonostante la prevalenza della denominazione Libri dei Re attestata già nel Decreto Gelasiano, oggi gli autori generalmente parlano di Libri di Samuele, divisi in due sin dalla Bibbia Bombergiana (Venezia 1517). Il libro di Samuele, dunque originariamente unitario (cf. Origene presso Eusebio, Hist. eccl. VI, 25; S. Girolamo, Prologo Galeato), dai Greci e Latini fu diviso in due libri che, congiunti coi due dei Re, formarono i due primi dei quattro libri dei Re (*** Regum o Malachim, meglio Regnorum o Malachot secondo il prologo galeato di s. Girolamo). Esso narra la storia della fondazione del regno e della conferma di un trono eterno nella famiglia davidica ed è diviso in tre parti.

I. Storia di Samuele ultimo giudice (I Sam 1-12). Nascita e adolescenza. Samuele annunzia al sommo sacerdote Eli la vendetta divina per la sua debolezza dinanzi ai cattivi costumi dei suoi figli Ofni e Finees; è scelto da Iahweh e riconosciuto profeta. (1Sam 1-3). Sciagure degl'Israeliti; l'arca cade in mano dei Filistei. Morte di Eli e dei suoi figli (I Sam 4). Dimora dell'arca tra i Filistei e trasporto di questa (a causa delle calamità apportate) a Cariat-iearim (I Sam 5-7, 1). Samuele assume il compito di giudice e libera gli Israeliti dal giogo dei Filistei (I Sam 7, 2-17); unge re Saul (I Sam 8, 10), il quale dopo aver liberato la città di Iabes di Galaad inaugura in Galgala il regno (1Sam 11). Samuele abdica l'ufficio di giudice (1Sam 12).

II. Storia di Saul primo re rigettato da Dio (I Sam. 13-31). Saul pecca in Galgala offrendo sacrifici prima dell'arrivo di Samuele. I suoi discendenti sono esclusi dal regno (I Sam 13). Ma vince sui Filistei per l'atto eroico di Gionata (I Sam 14). Riceve l'ordine di sterminare gli Amaleciti, ma non avendo obbedito, viene egli stesso punito e ripudiato da Dio (I Sam 15). Davide è unto re da Samuele (I Sam 16, 1-13) e viene nella corte regale con l'ufficio di suonatore di cetra e armigero del re (I Sam 16, 14.23). David uccide Golia (I Sam 17, 1- 54.), diventa celebre tra il popolo e perciò suscita invidia in Saul (I Sam 17, 55-18, 9), il quale lo perseguita frequentemente ma sempre invano (I Sam 18, 10-28, 2). Saul prima di fare guerra ai Filistei consulta Samuele evocato da una pitonessa (I Sam 28, 3.25). David rimandato dai Filistei vince gli Amaleciti (I Sam 29-30). Saul cade in combattimento sui monti di Gelboe con il figlio Gionata (I Sam 31).

III. Storia di David re (2Sam 1-24. V. David).
Composizione. Il libro probabilmente fu redatto definitivamente quando nel regno di Giuda dominavano parecchi re, cioè dopo un periodo più o meno lungo dalla divisione del regno. Nel 1Sam 27, 6 si legge che la città di Siceleg era restata sotto il dominio dei re di Giuda sino ai tempi dell'autore. Il nome di re di Giuda suppone un regno già diviso (cf. 1Sam 17, 52; 18, 16; 2Sam 7, 9; 3, 10). Le figlie del re Davide sono vestite in modo diverso dalle figlie del re del suo tempo (2Sam 13, 18).
Che l'autore si sia servito di fonti è certo. Basti pensare ai tempi nei quali egli visse e confrontare il libro con I-II Par. i quali, giacché narrano fatti comuni suppongono pure una fonte comune (cf. per es. 2Sam 6 con I Par. 13; 15). Anzi si nota che spesso i Par. ci hanno conservato il testo in forma più corretta (cf. H. Van den Bussche, Le texte de la prophétie de Nathan sur la dynastie davidique, in EThL, 24. [1948] 354-94). Ci sono inoltre ripetizioni di fatti: per es. David per due volte è introdotto dinanzi a Saul (cf. I Sam 16; 14.23; e 17, 55-58). Tuttavia è molto difficile stabilire quali siano state le fonti. Alcuni autori, per es. Budde, seguito in parte anche da Dhorme, ammette due fonti che egli chiama J e E, analogamente alle fonti del Pentateuco. Altri, come Smend, Eissfeldt e in qualche modo Steuernagel ammettono tre fonti, J, E e L (= Lainquelle = fonte laica). Ma questa teoria delle fonti può essere con frutto molto scarso applicata a Sam. Gressmann e Caspari propongono una teoria complementare. Dunque l'autore si servì di varie fonti. Ma non si può provare se esistessero narrazioni parallele e continue (cf. Leimbach, Samuel, 4-16).
Storicità. Tutti ammettono, anche quelli che presuppongono delle fonti, che queste narrazioni, se pure non sono contemporanee agli avvenimenti, conservarono bene la tradizione dei fatti, e rivelano al più severo esame critico la piena esattezza storica. L'autore intende sottolineare che il regno davidico è un'istituzione divina che resterà in eterno, in quanto, dalla discendenza di David, uscirà il Messia (2Sam 7).

[B. N. W.]
BIBL. - L. DHORME. Les livres de Samuel, Parigi 1910; L. DESNOYERS, Histoire du peuple hébreu. I, ivi 1922, pp. 209-28, 403-06; II. 1930, pp. 1-141; K. A. LEIMBACH. Die Bilcher Samuel. Bonn 1936; A. MÉDEBIELLE (La Ste Bible, ed. Pirot, 3), Parigi 1949, pp. 329-561; G. BRESSAN, Samuele (La Bibbia, S. Garofalo), Torino 1954; J. DE FRAINE, Le roi Agag devant la mort (1Sam 15, 32 b), in EstE, 34 (1960) 537-545: Miscellanea Biblica A. Fernandez.


Autore: Padre Beniamino Nespon-Wambacq
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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