Antioco IV Epifane
Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaUn esercito siriaco massacrò parte della popolazione e si insediò a Gerusalemme, col mandato di eseguire il disegno di A. Sotto pena di morte fu imposto il culto idolatrico: i Giudei dovevano immolare vittime a Giove sulle are erette dappertutto in Giudea. Fu scelto il porco, oltremodo impuro per gli Ebrei che, dopo il sacrificio, dovevano anche cibarsene. Proibiti la circoncisione, il sabato, ogni altra festa, la lettura dei libri sacri che dovevano essere consegnati e bruciati (I Mach. l, 30-2, 70; II Mach. 5, 21-7, 42). Nel tempio fu eretto un simulacro di Giove Olimpio e sull'altare degli olocausti gli si immolarono sacrifici. È l'orrenda abominazione «abominatio desolationis» (Dan. 9, 27; 12, 11. Metà dic. 168: I Mach. 1, 57). I Giudei dovranno ellenizzarsi o morire. Molti apostatarono; ma rifulse l'eroismo dei martiri e l'epico valore dei Maccabei (v.). Nel 165 Giuda Mac., vittorioso, purificò il tempio, ristabilì il culto (I Mach. 4, 36-61; II Mach. 10, 1-8). A. in guerra con i Parti, apprese la sconfitta dei suoi generali in Giudea. E poco dopo aver tentato il saccheggio di un tempio nell'Elam, morì miseramente, tra le montagne di Persia nella primavera del 164-163 a. C. (I Mach. 6, 1-16; II Mach. 9, 1-28; diverge ibid. 2, 10-17 ma si tratta di una semplice citazione). Fu la vittoria del giudaismo; segno sensibile dell'assistenza divina per Israele.
Ez. 38-39 aveva preannunziato simbolicamente la persecuzione di A. e la vittoria di Dio. Dan. 7, 20-25; 8, 1-27; 9, 24-37; 11, 36-45; 12, 1-11 le aveva predette nei particolari. Ciò spiega come A. divenne nella letteratura canonica e apocrifa (cf. Enoch etiop.: 83-90) il tipo dell'oppositore, della opposizione al regno di Dio; e come i termini adoperati da Daniele per la persecuzione di A. siano ripresi da N. Signore (Mt. 24 e passi paralleli) e da s. Paolo (2Ts. 2, 1-11) per predire la grande persecuzione del giudaismo contro la chiesa nascente, la terribile fine di Gerusalemme e la vittoria del regno di Dio (cf. infine, Apoc. 20 ed Ez. 38·39); e come i Padri vedano in A. il tipo più esatto dell'Anticristo.
[F. S.]
BIBL. - M. J. LAGRANGE, Le judaisme a. J.-G., 3a ed. Parigi 1931, pp. 50-66. 117; F. SPADAFORA, Gesù e la fine di Gerusalemme, Rovigo 1950, 8 s. 31-37, 61-134; ID., in Enc. Catt., IV, 544-47.