Raca


Termine aramaico (reqa' oppure reqah); come epiteto offensivo (Mt. 5, 22) equivale su per giù all'italiano «testa vuota, stupido, cretino, ecc.», che il greco e il latino trascrivono semplicemente: ***, r.
Anche al plurale, si legge spesso in scritti talmudici (H. Strack-P. Billerbeck, Kommentar z. N. T. aus Talmud u. Midrasch, I, Monaco 1922, p. 278). Per mostrare quanto fosse perfezionato l'antico precetto: Non ucciderai, Gesù afferma, fra l'altro, che nella nuova Legge Chi abbia detto al suo fratello "raca" sarà passibile del Sinedrio; modo di dire per accentuare il concetto che anche la minima ingiuria fatta al prossimo sarà oggetto di condanna.
[A. P.]


Autore: Sac. Angelo Penna
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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