Purgatorio
Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaIl buon predicatore sarà premiato; l'altro invece "avrà danno"; non si tratta di peccato grave, perché "sarà salvo", avrà la vita eterna; ma di colpe veniali, che tuttavia deve espiare: "sarà salvo, ma come attraverso il fuoco": questo fuoco è dunque qualcosa di temporaneo che gli consente d'espiare il suo debito.
Le tribolazioni di questa vita entrano senz'altro in tale categoria; ma non sempre ci è dato il tempo di espiare tutto quaggiù; non sempre noi si approfitta di queste tribolazioni. Il predicatore del Vangelo (e ogni cristiano in genere), col peso dovuto alla sua colpa veniale, non è mandato all'inferno: "sarà salvo"; ma non può neppure essere ammesso in cielo, dove non è più possibile espiare; dunque, dalle parole di s. Paolo si deduce chiaramente l'esistenza del p., stato intermedio e temporaneo di espiazione. Questo carattere espiatorio è espresso egualmente con la metafora del fuoco.
In Lc. 12, 48 Gesù dice soltanto che nel giudizio ci sarà una gradazione di premi e di pene a misura della responsabilità; non c'è cenno per il p.
[F. S.]
BIBL. - E. E. ALLO, Première épitre aux Corinthien., 2a ed., Parigi 1935, pp. 59 ss. 66 s.; V. JACONO, Le epistole di S. Paolo, Rom., 1-2Cor., Gal., Torino 1951, p, 285 s.