Pettorale


Probabilmente di derivazione egizia per il nome e per l'uso (ebr. hosen; LXX*** che significa oracolo o ciò che fa parte, di esso; Vg.: rationale o rationale iudicii, secondo la forma piena ebr. hosen [rationale] ham-mispat [iudicii], perché lo portava pendente al petto il sommo sacerdote quando entrava nel santuario e quando doveva decidere affari di grande importanza), era un tessuto finemente ricamato, quadrangolare (su per giù come le borse dei nostri calici), simmetricamente costellato di 12 pietre preziose disposte nel modo seguente e di colore diverso l'una dall'altra: prima fila: smeraldo, topazio, rosso chiaro; seconda fila: acqua marina, zaffiro, carbonchio; terza fila: ametista, agata, giacinto; ultima fila: diaspro, alabastro, crisolito; e portante ciascuna impresso uno dei nomi delle relative 12 tribù (Ex. 28, 15 ss.).
Doveva essere del medesimo tessuto del superumerale (cf. efod; Ex. 28, 15; 39, 8-21; Lev. 8, 8). Ai quattro angoli dovevano pendere altrettanti anelli con catenelle che, quando veniva ripiegato sul petto a mo' di borsa, s'infilavano, nella parte superiore, alle fibbie dell'efod. La parte inferiore era assicurata da funicelle di giacinto. Al centro, nella parte interna e ripiegata, erano posti il Tummin e l'Urim (Ex. 28, 30), forse altre due pietre preziose, donde, pare, si traessero i divini responsi. Ciò spiegherebbe anche la traduzione dei LXX: *** = Oracolo, responso.
Il Sommo Sacerdote non poteva entrare nel Santuario, se non dopo aver, così, posto sul cuore i nomi delle 12 tribù d'Israele (Ex. 28, 15; 39, 8-21; Lev. 8, 8) per testimoniare che Dio era il sovrano Signore a cui tutto il popolo si consacrava e da cui attendeva i divini oracoli.

BIBL. - F. X. KORTLEITNER, Archeologia Biblica, Innsbruck 1917, p. 197 s.; Dr, GABRIEL, Untersuchungen uber das alttestamentliche Hohepriestertum, Wien 1933, pp. 71-90.

Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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