Pastore


Denota persona elevata in dignità col compito specifico di governare una moltitudine e dirigerla a determinati fini. Anche nel mondo extrabiblico è assai comune tale accezione in senso metaforico. Omero (II. I, 263, ecc.) chiama re e condottieri «pastori di popoli»; così pure Senofonte paragona Ciro ad un valente pastore (Cir. I, 1, 2-3).
Nel V. T., Dio è il vero P. del popolo d'Israele, non solo nel suo insieme (Neh. 9, 21; Is. 40, 11), ma anche riguardo ad ogni singolo israelita (Gen. 48, 16; Ps. 23, l). Mosè, i Giudici, i Re e i Profeti sono ministri e coadiutori di Iahweh, che per loro mezzo guida il suo popolo alla terra promessa e lo nutre di giustizia, di verità e di pace. L'espressione massima del concetto e dell'ufficio di p. si ha in Ez. 34, 2-3l.
Nel N. T., Dio per mezzo del Figlio suo attua quanto aveva promesso in Ez. 34, 15: «Io stesso pascerò le mie pecore»; il Messia-Pastore, "Princeps Pastorum" (I Pt. 5, 4) proclama un nuovo Codice pastorale per i suoi collaboratori (Io. 10, 1-18.26-29), e pone se stesso a loro modello. La soave figura del Buon P. che riporta sulle spalle la pecorella smarrita (Lc. 15, 4 ss.), sempre pronto a dare la vita per il gregge, domina tutto il N. T. e influisce a preferenza nella letteratura e nell'arte della chiesa primitiva.
[N. C.]

BIBL. - F. SPADAFORA, Ezechiele, 2a ed., Torino 1951, pp. 254-61: N. CAVATASSI, in VD, 29 (1951) 215-27. 275-85.


Autore: Padre Natale Ciavatassi
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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