Palestina
Autore: Sac. Armando Rolla
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaI. Geografia fisica. A) Morfologia. Unita nell'era paleozoica alla Siria, Arabia ed Africa. la P. fu ricoperta nell'era mesozoica (periodo cretaceo) dal mare a cui sono dovuti i sedimenti calcarei cenomaniano, turoniano e senoniano, costitutivi della superficie palestinese- transgiordanica. Il grande tavolato, estendentesi. dall'Africa settentrionale fino al deserto siro-arabico, costituitosi al ritiro del Mare cretaceo, e parzialmente di nuovo invaso dal mare eocenico (cf. i sedimenti eocenici di Galilea e Samaria) subì nell'era cenozoica trasformazioni profonde che determinarono corrugamenti terrestri in direzione sud-ovest- nord-est o sud-sud-ovest-nord-nord-est (1 a fase orogenetica), fratture in direzione sud- nord (2 a fase) ed in direzione sud-est-nord-ovest, con la formazione della pianura di Esdrelon (3 a fase). Le modifiche più importanti furono quelle all'inizio dell'era neozoica o quaternaria: la formazione della fossa giordanica, estendentesi dal monte Amano fino all'Africa orientale, per le valli dell'Oronte, Nahr Litani, Giordano, el Araba, Golfo e1anitico, e Mar Rosso; il lo sprofondamento nel Mediterraneo della parte occidentale del tavolato: due fenomeni che ridussero il tavolato al giogo montano, costituito dal Libano, i monti della Galilea, della Samaria e della Giudea. La zona costiera è dovuta al graduale regresso del mare, al sollevamento della terra e alle alluvioni fluviali-marine. Il grande tavolato conservò la sua fisionomia nella P. transgiordanica: le uniche modifiche furono causate dalle eruzioni vulcaniche con l'epicentro nel Giolàn e nell'Hauran, cui sono dovuti i sedimenti lavici e basaltici della regione ad est del lago di Genezaret e le fonti termali, ricche di sali minerali e di zolfo, distribuite lungo la fossa giordanica.
B) Clima. Situata in zona subtropicale, la P. ha soltanto due stagioni: l'invernale- piovosa (nov. apr.) e l'estiva-secca (maggio. ott.) (Gen. 3, 22; Ps. 74, 17; Zach. 14, 3). Per la temperatura, dipendente dalla posizione geografica, la vicinanza del mare, l'altitudine e la vicinanza del deserto, si danno tre zone: la zona costiera (38°,5; 3°,5); regione montana (36°,4; 1°,7); Gor Giordanico (43°, 6; 3°,6). La differenza media di temperatura fra giorno e notte è di 10-12 gradi (Gen. 31, 40; Ier. 36, 40). D'estate prevalgono i venti secchi del nord-ovest; d'inverno invece quelli idrofori dell'ovest (I Reg. 18, 44 s.; Lc. 12, 54); nel periodo di transizione, i venti dell'est, provenienti dal deserto, disseccanti e turbinosi (ruah qàdim) (Ez. 17, 10; Io. 4, 8; Ier. 18, 17; Iob, 1, 19; Gen 41, 6; Ex. 14, 21; Ier. 4, 11; 13, 24; Ez. 19, 12; Os 13, 15). Rari sono i venti invernali del nord, apportatori di freddo e di gelo (Eccli. 43, 20; Iob 37; 9; Prov 25, 23) ed i venti caldi ed essiccanti del sud (Lc. 12, 55; Iob 37, 17). Le piogge sono concentrate nella stagione invernale, con carattere regionale e con densità decrescente da nord a sud e da ovest ad est. Esse sono distribuite in tre periodi: pioggia precoce (iòreh o mòreh) nei mesi di ott. e nov., alla semina; pioggia stagionale (gebamin) nei mesi di dic., genn. e febbr.; infine la pioggia tardiva (malqos) nei mesi di marzo ed apr., alla maturazione delle messi (Deut. 11, 14; Iac. 5, 7; Lev. 26, 3 ss.; Deut. 23, 12; Ioel 2, 23; Ps. 84, 7; Esd. 10, 9.13; Am. 4, 7). Rara ed irregolare è la neve, soprattutto nel mese di genn. (2Sam 23, 20; I Mach. 13, 22; Prov 31, 21; Is. 55, 10); più frequente è la grandine (Is. 28, 2; 30, 30; 32, 19; Agg. 2, 17; Ps. 18, 13; 78, 47.48; Iob 33, 22). Vero beneficio è la rugiada sui monti, d'estate e soprattutto nel mese di ott. («rugiada del cielo»: Gen 27, 28; Deut. 33, 13.98; Zach. 8, 12).
II. Flora e Fauna. Fertilissimi sono: il leggero strato di humus della zona montana, protetta con terrazze contro la dispersione fluviale ed artificialmente irrigata; la terra alluvionale della zona marittima e quella vulcanica ad est del Tabor, nel Basan e nell'Hauran. Fra i frutti palestinesi (Deut. 8, 8; Ioel, 1, 10 s.) abbondano il grano e l'orzo; l'olivo, il fico e la vite (Iudc. 9, 8-13; Mc. 4, 4; 1Reg. 5, 5; Zach. 3, 10); il melograno (Num. 13, 23; 20, 5; Ioel 1, 17; Agg. 2, 20; Cant 6, 11; 1, 13; 8, 2; 17 nomi di località formati con rimmon «melo grano»); il sicomoro (I Par. 27, 28; Am. 7, 14; Lc. 19, 4); la palma (Gerico «città delle palme»: Deut. 34, 3; Iudc. 1, 16; 3, 13; 2Par. 28, 15; Cant 7, 8; Io. 12, 13). Fra i mammiferi domestici, l'asino è diffusissimo: dall'uso abituale; il mulo è la bestia da soma della montagna; il cammello è impiegato soprattutto dai beduini del sud e dell'est. Il montone e la capra sono allevati in tutto il paese. I mammiferi selvatici sono rappresentati dal cinghiale (hansir). Il cervo ed il leone sono scomparsi (Iudc. 14, 5; 1Sam 17, 34; 2Sam 23, 20). Abbondano iene, e sciacalli; l'orso si trova nell'Antilibano e sta per sparire dall'Hermon. La ricchezza degli uccelli, quasi tutti migratori, è spiegata dal fatto che la P. si trova sul passaggio delle migrazioni ed offre un soggiorno confortevole agli uccelli del nord durante l'estate e a quelli del sud durante l'inverno.
III. Geografia storica. A) Zona costiera. Il littorale da Beiruth al Carmelo è frastagliato, con porti naturali protetti da promontori ("ras"); dal Carmelo invece è uniforme, costellato di scogli pericolosi per la navigazione, con porti artificiali. La pianura litoranea, stretta (km. 3) nella parte fenicia, a causa dei monti avanzanti fino al mare (Ras el-Abjad e Ras en Naqura = Scala dei Tiri: I Mach. 11, 59:), s'allarga congiungendosi con la pianura di Esdrelon e, dopo il Carmelo, raggiunge la larghezza di km. 20, formando prima la pianura di Saron (Is. 35, 2; 65, 10; 33, 9) e poi quella dei Filistei. I fiumi, perenni solo nell'ultimo tratto, sono: il Nahr el-Kasimijje, ch'è il confine settentrionale della P.; il Nahr el Mukatta (Qison biblico), che convoglia nel mare le acque della pianura di Esdrelon (Iudc. 5, 21; I Reg. 18, 40); il N. ez-Zerka, che sbocca nel mare a nord di Cesarea; N. Iskanderune, che nasce da Nabulus; N. el Augia; N. Rubin; N. Sukret; Wadi Gazze; W. el 'Aris "Torrente d'Egitto" (Num. 34, 5; Ios. 15, 4; I Reg. 8, 65). Le principali città, oltre le fenicie Beirut, Saida (Sidone), Sfu (Tiro), Acre (Akko), sono Tell el Burg (Dor: I Mach. 15, 11), Qaisarije (Cesarea marittima), Ràs el 'Ain (Antipatris: At. 23, 31), Ludd (Lidda: At. 9, 32-38), Iara (Ioppe: 2Par. 2, 15; Esd. 3, 7; Ion. 1, 3; At. 9, 36; 10, 5; 11, 12), Iebna (Iamnia, Iabneel: I Mach. 5, 28; 10, 69; 15, 40). La pentapoli filistea comprende: Ghazzeh (Gaza; Uudc. 15- 16; At. 8, 26), Khirbet 'Asqalan (Ascalon: Am. 1, 8; Soph. 2, 4; Zach. 9, 5), Esdùd (Asdod: 1Sam 5; Neh: 4, l; 13, 24; Azoto: At. 8, 4.0), Tell 'Araq el Mensije (Gath, Geth: 1Sam 17, 4.23; 2Sam 15, 18; 18, 2), 'Aqir (Accaron, Ekron: 2Reg. l, 1,-16).
B) Zona montuosa centrale. Vero spartiacque con altezza media di m. 900, è precipite per Km. 25 nel versante orientale, solcato da valli dirupate, profonde e spoglie, che costituiscono il deserto di Giuda; lentamente degradante per Km. 50-60 invece nel versante occidentale, solcato da numerose valli che confluiscono nei fiumi della zona costiera. Più densamente popolato nell'antichità che non oggi, i centri abitati sono dislocati sulle numerose vie di comunicazione che intersecano la regione.
Sulla via centrale montana (Hebron-Beisan) si trovano a partire dal sud: Ramet el Halil (Mambre: Gen 13-14; 18), Khirbet el Tubeka (Beth Sur: 2Par. 11, 7; I Mach. 4, 60), Betlemme (v.), Gerusalemme (v.), monte Scopus (Nob: I Sam 21 ss.; Is. 10, 32?), a sinistra Sa'af (Gebim: Is. 10, 31), a destra Tell el Ful (Gaba'a di Beniamino o di Saul: Iudc. 19-20; 1Sam 13, 14; 1Reg. 15, 22), Er Ram (Rama: 1Reg. 15, 17-22; Is. 10, 29), Tell el Nashe (Masfa: 1Sam 7; 1Reg. 15, 22 o Ataroth), Beitin (Bethel: Gen: 12-13; 28; Iudc. 1, 22 ecc.), et Tell (Hai: Ios. 7-8); Ain Sinja (?) ad est di Seilun (Silo: v.), el Lubban (Lebbona: Iudc. 21, 19).
Sulla strada Gerusalemme-Gerico (cf. Lc. 10, 30-37) s'incontrano Kefr et-Tùr (Beth-fage: Mc. 11, 1), el 'Azarijje (Bethania: Io. 11, 1.18; Lc. 10, 38; 19, 29; 24, 50; 12, 1). La strada Gerusalemme-Engaddi incontra, deviando a Betlemme, Gebel Furedis (Herodium: F. Giuseppe, Ant. XVII, 8, 3; Bell. I, 33, 9), Khirbet Tekù'a (Teqoa, patria di Amos profeta; 2Sam 14, 2; 2Par. 11, 6), 'Ain Gidi (Engaddi: 1Sam 24, 1; Cant 1, 14; 4, 13; Ez. 47, 10; Eccli. 24, 13 ss.).
Sulla strada Gerusalemme-Efraim si trovano Anata (Anathoth: Ier. l, l; 11, 21; 32, 6-15), Geba' (Geba' di Beniamino), passaggio del W. Sumwenit (Rupe di Boses e Sene: 1Sam 14), Michmas (1Sam 13 ss.; Is. 10, 28 ss.), et-Teijibe (Ephraim: Io. 11, 54; Ophra: Ios. 18, 23).
Sulla strada Gerusalemme-Lidda, nel tracciato antico diramantesi a Tell el Full, incontra Bet 'Ur el Foqa (Bethoron superiore, m. 617), Beit 'Ur el.Tahta (Bethoron inferiore, m. 400), Ialo (Ajjalon); con un altro tracciato invece incontra Nebi Samwill (1Reg. 3, 4), El Qubeibe, Khirbet Keffireh (Kefirah: Ios. 9, 17), Ajjalon. Il tracciato moderno per il Wadi Hanina ed il Wadi 'Ali attraversa Lifta (Nephtoah: Ios. 15, 9; 18, 15), lascia a sinistra Ain Karim (tradizionale luogo di nascita di Giovanni il Battista), Abù Gos (Cariat-iearim: Ios. 9, 17; 1Sam 6 ss.), Saris (Sores: Ios. 15, 59 LXX), el Hatrùn (castello del buon ladrone!), 'Amwas (v. Emmaus).
C) Shefelah (da safal: essere basso). È la regione collinosa (200-300 m.), interposta fra i monti della Giudea e la pianura littoranea, intersecata da valli per lo più strette, ricche di oliveti e di frumento, di grandissima importanza strategica e storica, perché via di accesso alla Giudea.
La valle di Ajjalon è famosa per la vittoria di Giosuè (Ios. 10) e l'invasione dei Filistei (1Sam 13 ss.; I Par. 14, 16) ed è comandata dalla città di Gezer, sempre contesissima (Lettere di EI Amarna 292, 300; Ios. 12, 12; 2Sam 5, 25; 1Reg. 9, 17). Il Wadi es-Sarar (valle di Sorek: Iudc. 16, 4) è l'accesso rapidissimo a Gerusalemme dalle città filistee Eqron ed Asdod ed è dominata dalle città di Tell er Rumeileh (Beth-semes), Sor'a, Eswa (Estaol) e Khirbet Tibna (Thimna: Iudc. 13-16). Il Wadi es-Sant (valle di Elah: 2Sam 17, 19) è formata dalla confluenza dei W. el Gindi e W. es-Sur, con Kh. Suweike (Socho: I Sam 17, 1-3), Tell Zakarija (Azeqa: I Sam 17, 1-3); nel W. es-Sur si trovano Khirbet el-Ma (Adullam: I Sam 22, 1) e H. Qila (Qe'ila: I Sam 23, 1-8.10.13). Il Wadi Afrang, via diretta da Asqalon ed Asdod per Hebron, è protetta da Tell Sandahanna (Maresa) e Beit Gibrin (Eleutileropolis). La valle parallela a sud è comandata da Tell ed-Duweir (Lachis); infine il Wadi el-Hesi comprende Tell el-Hesi (Eglon).
D) Samaria. È separata naturalmente dalla Giudea da una linea che passa per il Nahr el 'Augia, W. Der, Balhlt, W. Nimr, Tell el 'Asur,W. Samije, pianura di Esdrelon, monti di Gelboe e Carmelo.
Il giogo montano giudaico s'orienta a nord-est da Tell el 'Asur (m. 1011) fino a Tuwanik (868); volge quindi ad ovest fino al Garizim (868); poi a nord-est attraverso l'Ebal (m. 938), Ràs Ibziq (m. 733); in ultimo si biforca verso nord-est nei monti Gelboe e verso nord-ovest nel Carmelo. Due gioghi minori s'estendono l'uno a nord. est di Tuwanik e l'altro parallelo al Giordano. Questi monti, lentamente degradanti nella pianura occidentale, sono separati da profonde valli, ricche di acqua e confluenti per lo più nei fiumi della regione (Nahr el 'Augia, N. Iskanderune, N. el Mufgir, N. ez-Zerqa, W. el Maghara). Si hanno parecchie pianure: Sahel Arrabe (km. 10 x 3), Merg el Garaq (km. 4X2), el Mahma (km. 9x2). Sulla via montana centrale, continuando dalla Giudea, s'incontrano: Tell Balata (Sichem: v.), Sebastije (Samaria: v.), Tell Dotan (Dothan: Gen. 37, 14-17; 2Reg. 6, 13 ss.). Un'altra via proveniente da Beisan passava per Khirbet Ibziq (Bezeq: 1Sam 11, 8); da Tell Balata (Sichem) per W. Nabulus conduceva a Cesarea di Palestina; un'altra per W. Qana conduceva a Ràs el 'Ain (Antipatride) e Ia'fa (Ioppe); una terza per Kh. Fasà'il a Gerico. Proveniente da Tell el Mutesselim (Megiddo) la "via del mare" per W. 'Ara toccava Tell el Asawir e Tell er-Ràs. (Sochoh: I Reg. 4, 10) verso Ràs el'Ain e Ia'fa.
E) Pianura di Esdrelon. Centro focale del commercio e della strategia orientale, ricco d'acque e fertile nel suo terreno vulcanico, ai piedi del Carmelo ha le località Haritije (Haroseth hag-gojìm: Iudc. 4, 2.13-. 16), Tell Qaimun (Ioqne'am: Ios. 12, 22; 1Reg. 4, 12; Catalogo di Tuthmosis III), Tell el Mutesselim (Megiddo: v.), Tell Ta'annek (Ta'anak: 1Reg. 4, 12; Catalogo di Tuthmosis III), Genin ('Engannim). Ad est si trovano: Zer'in (Iezreel: 1Sam 29', l; 2Reg. 9-10), Tell el Hosn (Betsan, Scythopolis), Solem (Sunem: Cant 7, 1; I Reg. 1, 3; 2Reg. 4, 8-36; Cat. di Tuthmosis III; El Amarna 1, 250), Neim (Naim: Lc. 7, 11), Endor (Endor: Ps. 83, 11; 1Sam 28, 7). Tra Nazaret ed el Haritije si trovano: Beth Lahm (Betlemme di Galilea: Ios. 19, 15; Iudc. 12, 8), Seih Abreik (Beth She'arim; Besara). F) Galilea (v.), delimitata a nord dal Nahr el Kasimijje, a sud dalla pianura di Esdrelon, ad est dal Giordano, ricca di strade e di acque, oro graficamente collegata col Libano, nella sua parte superiore ha monti che raggiungono i 1200 m. (G. Germak) e lentamente discendono verso il Mediterraneo; nella sua parte inferiore invece era anticamente una pianura elevata (ca. m. 400) con molte depressioni lacustri: Sahl el 'Battof (km. 14 x 3), Sahl Turan, Genezaret (km. 5 x 2). I monti principali sono: Gebel Turan (m. 541), G. es-Sih (nord-est di Nazaret, m. 560), Nebi Sa'in (sopra Nazaret, m. 488), G. et-Tor (Tabor), G. Dahi (Hermon minore: Ps. 42, 7; m. 515) con i due laghi di Hule e di Genezaret (v.).
Le località della Galilea inferiore sono: en Nasira (Nazaret: v.), Saffirije (Sepphorisi, Khirbet Gefat (Iotapata), Kh. Irbid (Arbela), Kh. Qana. Presso il lago di Genezaret si trovano: Megdel (Tarichea, Magdala), el Hammam (Hammath: Ios. 19, 35; Ammathus), Tabarijja (Tiberiade), tell Hum (Cafarnao: v.), Kh. Kerazeh (Corozain). Nella Galilea superiore: Meiron (Merom: Ios. 11, 5.7), el Gis (Gischala), Tell Qedah (Hastor: Ios. 11, 1.10 ss.).
G) Fossa Giordanica (v. Giordano e Mar Morto).
H) El 'Arabah. È la continuazione della fossa giordanica dal Mar Morto fino al Golfo Elanitico, lunga km. 180 e larga km. 9-20, e gradatamente si eleva fino a m. 250. Grande pianura calcarea ed arenosa, senza acqua e vegetazione, è circondata da alti monti a ovest ed a est (G. Sera', m. 1600). Ebbe grande importanza storica, perché fu la via commerciale dalla Palestina al Golfo Elanitico ed a Ophir (I Reg. 9, 26; 10, 11; 22, 49) e centro minerario soprattutto a Fenan (Punon: Gen 36, 41; Num. 33, 42) ed a es-Shobak nel W. el Mene'ijje. Il centro della regione, occupata dagli Edomiti e poi dagli Arabi Nabatei, era Petra (ha-Sela': 2Reg. 14, 7). Sul Golfo Elanitico v'è Tell el Helefeh (Elath ed Asiongaber, porti costruiti dai re israelitici).
I) Regione Transgiordanica. Alta pianura, solcata dalle profonde valli dei fiumi Sheri'at el Menadire (Iarmuk) e Nahr ez-Zerka (Iabbok), delimitata a est dal deserto siro arabico, a nord dalle radici dell'Hermon fino a Damasco, a sud dal W. el Hesa e a ovest dal Giordano e dal Mar Morto, è divisibile in tre parti:
1) La regione settentrionale, dall'Hermon fino al Iarmuk e comprende: il Giòlan (Gaulanitide), il Basan (Batanea), l'Hau-ran (Hauranitide) verso est, la regione vulcanica G. ed Druz (antico Selmon: Ps. 68, 15), el Legia (Traconitide) e la fertile pianura occidentale En Nukra. Le poche località rimaste dopo l'invasione arabica (636 d. C.) e il terremoto (746 d. C.) sono: presso le fonti del Giordano, Banjas (Cesarea di Filippo: v.), Tell el Kadi (Dan. Lais: Iudc. 18, 27-31; 1Reg. 12, 29; 15,20); nel Giolàn, et Tell (Betsaida Iulia: v.), Kursi (Gergesa: Mt. 8, 28), Kal'at el Hosn (Hippos), Kefar Semah (Samah), el Hammi (Emmatha, fonti termali), Fiq (Aphek: 1Reg. 20, 26-30; 2Reg. 13, 17), Hisfin (Casfor: I Mach. 5, 26); nel Basan, Tell 'Astarah (Astaroth: Ios. 9, 10; 12, 4 ecc., Cat. di Tuthmosis III); nell'Hauran, Busra-Eski Sham (Bostra, Bozrah), el Quanawat (Cantha).
2) Il Galaad (oggi Aglun + el Belqa), tra il Iarmuk ed il W. Hesban, è un tavolato che s'innalza verso il Giordano, con un giogo montano che procede verso sud- sud-ovest raggiungendo m. 1261 (Umm ed Dereg), è interrotto dalla profondissima valle del Iabbok, continua verso sud fino a Nebi Osa presso es Salt (m. 795), quindi si volge a est-sud-est verso ‘Amman (G. 'Amman, m. 1052). Sovrabbondante di fonti e di torrenti, è rivestita di dense selve (2Sam 18, 6) ed abbondanti pascoli per le greggi (Cant. 4, 1; Num. 32, 1); abbondano nelle valli gli uliveti e le vigne; nei campi, il grano. Celebri erano i balsami e gli unguenti (Gen. 37, 25; Ier. 8, 22; 46, 11). Principali località: Umm Qeis (Gadara), Tell Abil (Abila), Tell Ramith (Ramoth Galaad: 1Reg. 4, 13; 2Reg. 8, 28-9, 16), Khirbet el Fahil (Pella), Tell Abu Kharaz (Iabes Gilead: 1Sam 11, 1-10; 31, 11-13), Kh. el Istib (Tisbe: I Reg. 17, l?), H. Mahmeh (Mahanaim: 2Sam 2, 8... ), Geras (Gerasa), 'Amman (Rabbat 'Amman: 2Sam 11-12; Filadelfia).
3) Moab. Tavolato ondulato, fra il W. Hesban e il W. Hesa, arido per le scarse fonti ed i numerosi fiumi fluenti in valli profonde e dirupate. L'altezza media del Moab settentrionale è di 700-800 m.; quella del Moab meridionale di 1000 m. La catena degli Aharim culmina nella punta en Nebii (Nebo: Num. 27,12; Dt. 3, 27; 34, l) e Ràs Siaga (Pisgah. Pasgah: Num. 21, 20; 23, 14-25; Deut. 3, 27). Il Moab, oggi nomadico, nel passato aveva numerose città: nella valle del Giordano, Kh. Kefrin (Abel ha-Sittim: Num. 25, 1; 34-36; Ios. 2,1), Teleilat Ghassul, Tell el 'Azeimeh (Beth Iesimoth: Num. 33, 49; Ios. 12, 3; 13, 20); sulla strada Ammon-Arnon, Hesban (Hesebon: Num. 21, 25-30; Cant 7, 5; Is. 15, 4; 16, 8), Madaba (Madeba), Ma'in (Ba'al Me'on: Num. 32, 38; stele di Mesa), Diban (Dibon: Is. 15, 2; stele di Mesa).
[A. R.]
BIBL. - F. M. ABEL, Géographie de la Palestine. I-II, Parigi 1933-1938; L. SZCZEPANSKI, Geographia historica Palaestinae antiquae. Roma 1926; The Westminster Historical Atlas to the Bible, Londra 1945, pp. 107-112: P. LEMAIRE-D. BALDI. Atlante storico della Bibbia (Bibbia Garofalo), Torino 1955; L. H. GROLLENBERG-R. BEAU-PERE, Atlas de la Bible, 3a ed., Parigi 1955.