Osea


(Ebr. hosca' = imperativo "Salva" oppure "Salvatore"). Profeta, il primo del canone ebraico, figlio di Beeri (05. l, l), oriundo del regno settentrionale, di cui conosce a fondo la situazione religiosa con i santuari (1, 7; 4, 15; 5, 5, 10 s. ecc.), la topografia (Bethel, Bethaven, 10, 15; 12, 4 ecc.; 8; Gaba, 5, 8 ecc.; Galaad, 6, 8; 12, 11; Galgala, 9, 15; 12, 11; Samaria, 7, 1; Sichem, 6, 9; Masfa, Tabor 5, l) ecc. Mai nomina Gerusalemme. Il suo "re" (7, 5) e la sua terra sono del regno di Israele (1, 2; 4, 1, 3 ecc.). Ma non dimentica i re teocratici di Giuda (1, 1). Profetò sotto Ozia (789-738), Iotam (751, 738-736), Achaz (736-721) ed Ezechia (721-693), quindi per circa 90 anni. Perciò e perché di Israele nomina solo Ieroboam II (738-743), si dubita dell'autenticità dei nomi di Achaz ed Ezechia in Os. 1, 1. Però poté profetare fino al 723-22 perché non conosce la caduta di Samaria (722-21). Non nomina i successori di Ieroboam II forse perché troppi ed effimeri. Zaccaria infatti fu ucciso dopo 6 mesi da Sellum, a sua volta trucidato dopo un mese da Menahem (743-37?) che pagò il tributo a Teglatfalasar (2Reg. 15, 19). Gli successe Faceia, ucciso da Facee (si inizia la guerra siro-efraimitica) cui succede il re Osea, sotto cui Samaria, assediata da Salmanasar (725-722), è espugnata da Sargon (722-21) e distrutta.

O. suppone una situazione economica florida (2, 10 ss.; 10, l, 11; 12, 9 ecc.), ma quella religiosa e morale pessima: santuari pagani e bamoth dovunque: immoralità, culti impudici, taurolatria, ingiustizie sociali, cupidige, violenze, ecc.; politica di alleanze con Assiria ed Egitto. La legge di Iahweh era considerata come di uno straniero. O. ricevette l'ordine da Dio «di prendersi per moglie una donna di fornicazione (prostituta); i figli che da essa il profeta avrà sono detti, per il precedente materno: "figli di fornicazione". Sposò perciò Gomer {consumata, perfetta), figlia di Diblaim (serto di fichi secchi), da cui ebbe due figli: Izreel (= Dio semina) e Lò'-'Ammi (= non-popolo mio) ed una figlia: Lo'.ruhama (= non-compassione). Il profeta vi rappresentava la parte di Dio, la prostituta, di Israele per la sua idolatria e la violazione dell'alleanza del Sinai. I nomi dati ai figli annunziano la riprovazione e il castigo. Izreel prefigurava la distruzione della dinastia di Iehu, per il sangue versato a Izreel (I Reg. 21; 2Reg. 9); Lò’-ruhama, la punizione irrevocabile di Israele: Lo'-'Ammì, la sua riprovazione (Os. 1, 2-9). In un secondo tempo ebbe l'ordine di amare un'altra donna (3, 1-3), un'adultera, che comprò per 15 sicli d'argento, un homer ed un lethec d'orzo, con l'obbligo per la nuova sposa di astenersi da ogni relazione illegittima. Iahweh ama ancora il suo popolo, nonostante le passate infedeltà, e Israele s'asterrà nel futuro da ogni idolatria» (Buzy, pp. 89-93). O. è un profeta teocratico, perciò non può prescindere da Giuda, né staccarlo da Israele specialmente nella restaurazione messianica; e i vaticini su Giuda si adeguano al contesto, e sono numerosi: 1, 1.7.11; 4, 15; 5, 5.10.12.14; 6, 4.11; 8, 14; 10, 11; 12, 1.3. Il libro si distingue nettamente in due parti.

I (cc. 1-3): Matrimonio di O. Israele, che ora è "Lò'-'Ammi" e "Lo'-ruhama" nei confronti di Dio, sarà nel lontano orizzonte messianico Ammi (popolo mio) e Ruhama (misericordia), e numeroso come l'arena del mare.

La dinastia di Iehu sarà punita. Israele ha tradito il suo sposo Iahweh, adorando i Baalim, attribuendo loro la produzione dei frutti del suolo; ma Dio si farà sentire con le punizioni che lo faranno rinsavire ammettendolo ad uno sposalizio eterno e ricolmandolo di beni.

II (cc. 4-14): O. inveisce contro l'apostasia ed i disordini morali, politici e sociali d'Israele con relative minacce di castighi e mostrando un lontano orizzonte di restaurazione, cui associa anche Giuda. La corruzione più spudorata si estende dal re alla corte, ai profeti, ai sacerdoti, ai magnati, al popolo fino a Giuda; non esiste più verità, misericordia (hesed) e conoscenza di Dio. Idolatria dovunque, anche con la prostituzione sacra, bamoth: alleanze antiteocratiche con Assiria ed Egitto, lotte intestine, cospirazioni politiche. O. con perorazione accorata stimola Israele a ritornare a Iahweh, il suo primo amore fin dall'Egitto, mostrando gli la catastrofe imminente. Dio è pronto a riprendersi l'infedele, ma essa non mostra alcun pentimento. Dio vuole la pietà (hesed), non il sacrificio! Il suo male è l'aver apostatato dal suo Dio. Perciò la pena verrà: la deportazione in Assiria ed in Egitto, con la dispersione e la sterilità! Samaria sarà annientata, i santuari illegittimi svergognati, desolati. Ma lo sdegno di Dio cederà all'amore: non l'annichilerà. Ritorni al Dio di Giacobbe, dei profeti, rammenti le vicende dell'Esodo. Il profeta pone la preghiera sulle loro labbra: Dio esaudisce restaurando Israele. Epilogo, 14, 9. O. è spesso citato nel Nuovo Testamento; Mt. 2, 15 = Os 11, 1; Mt. 9, 13 (cf. 12, 7) = Os 6, 6; LC. 23, 30 = Os 10, 8; Rom. 9, 25 s. = Os 2, 24; l, 10; I Cor 15, 55 = Os 13, 14; I Pt. 2, 10 = Os 1, 6.9; 2, 3.25.

O. conosce la storia del peccato di Adamo (6, 7); di Sodoma-Seboim (11, 8 cf. Gen 19; Deut. 29, 23); di Mosè, dell'Esodo (12, 14); dei giorni di Gabaa (9, 9; 10, 9 cf. Iudc. 19); di Salmana (10, 14); della petizione del regime monarchico (3, 10). Ha un alto concetto del profetismo (l'uomo dello spirito 9, 7; 12, 11). Suppone un'alleanza di tipo coniugale tra Dio ed Israele, quindi il patto sinaitico nell'Esodo (11, 1; 9, 10; 13, 5) e la legge cultuale e morale. Nomina molte specie di sacrifizi.

Le relazioni tra Dio ed il popolo sono intime come quelle tra gli sposi (1-3; 11, 4; cf. Cantica). Parla spesso della legge di Dio (4, 6; 8; 7, 1, 12); insiste sulla santità interiore e la conoscenza di Dio (4, 6; 6, 6;10, 12; 13, 16).
Lo stile è appassionato ma oscuro per la corruzione del testo e la profondità dei concetti e la concisione delle espressioni (simile a s. Paolo). È ricco d'immagini e di figure retoriche.

Secondo s. Girolamo: «commatieus est et quasi per sententias loquens» (Praef. in 12 Proph., PL 28, 1015).
[B. M.]

BIBL. - D, Buzy. Les symboles de l'A. T. Parigi 1923, pp. 33-93; J. COPPENS, L'histoire matrimoniale d'Osée, in Alttestamentliche Studien, 1950, pp. 38-45; E. OSTY, in Cahiers Sioniens, 5 (1951) 309-20; G. RINALDI, I profeti minori II (La S. Bibbia, Marietti), Torino 1959, pp. 1-121.


Autore: Padre Bonaventura Mariani
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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