Osanna


Semplice acclamazione trionfale che significa: gloria, lode! (cf. Lc. 19, .38) ripetuta calorosamente dalla folla nel solenne ingresso di Gesù a Gerusalemme. «Le turbe che lo precedevano e seguivano, gridavano O. al Figlio di Davide ... O. nel più alto dei cieli» (Mt. 21, 9; Mc. 11, 9; Io. 12, 13). Espressione di intensa gioia, equivalente al grido: Evviva, il Messia (= Figlio di Davide; Io. 12, 13 "re d'Israele"; colui che viene nel nome del Signore: Ps. 118, 26); gloria a lui in cielo, in terra (cf. Lc. 19, 38). L'ebraico ed aramaico hosa'nna è una apocope della forma regolare hosi'ah nna, che sola ricorre nel Vecchio Testamento, Ps. 118, 26, e significa etimologicamente "deh salva", "deh salvaci". Questo salmo, ultimo del piccolo Ballel (v.), era recitato nella Pasqua (all'immolazione e alla consumazione dell'agnello) e in tutti i giorni della festa delle Capanne (v.). Anzi, il settimo giorno di questa festa veniva detto "il giorno del grande O.", per le acclamazioni che si elevavano durante la processione, ripetuta sette volte, e O. era chiamato il fascio di rami di mirto o salice che ogni israelita portava in mano e agitava, in tale circostanza. In tale modo, il termine dalla liturgia passò nell'uso della vita pubblica, nel linguaggio del popolo come grido di grande esultanza, nulla più conservando del suo senso etimologico; un po' come alleluia (= lodate Iahweh) è passato dalla liturgia nelle nostre lingue.
[F. S.]

BIBL. - D. Buzy, S. Matthieu; L. PIROT, S. Marc (La Ste Bible, ed. L. Pirot - A. Clamer, 9), Parigi 1946, pp. 272. 535 s.


Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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