Onia


Nome di alcuni sommi sacerdoti ebraici all'epoca dei Lagidi e dei Seleucidi. Il I, figlio di Iaddua, fu sommo sacerdote dal 320 circa al 300 a. C. Durante il suo pontificato la Palestina fu travagliata dalla guerra tra i Seleucidi e i Lagidi; numerosi Giudei furono dispersi in Egitto, Cirenaica e Libia. La posizione privilegiata raggiunta dagli Ebrei ad Alessandria d'Egitto fu il movente dell'alleanza fra Ario (Areus), re di Sparta (309-265) ed O. I, sollecitata e confermata per lettere e messaggeri (I Mach. 12, 7-8.20-23). Il II, nipote del precedente e figlio di Simone I il Giusto, contemporaneo di Tolomeo III Evergete (246-221 a. C.), è ricordato solo da F. Giuseppe (Ant. XII, 4, 2 ss.); nella sua avarizia rifiutò il tributo annuale a Tolomeo III e venne privato di ogni ingerenza negli affari politici ed amministrativi.
Il III, figlio di Simone II, contemporaneo del Siracida (Eccli. 50, l ss.) e nipote di O. II, fu contemporaneo di Seleuco IV Filopatore (187-175 a. C.) e di Antioco IV Epifane (175-163). Fervente iahwista Cl[ Mach. 15, 12) s'oppose alla razzia del tesoro del Tempio tentata da Eliodoro, ministro delle finanze di Seleuco IV. Con l'animo straziato, assieme ai fedeli, per la minacciata profanazione, impetrò da Dio la punizione del sacrilego che venne fustigato da esseri misteriosi, ed ebbe salva la vita solo per l'intercessione del pio sommo sacerdote (2Mach. 3, 1-40).
Accusato da Simone, sovraintendente del Tempio, a lui nemico per motivi amministrativi, si discolpò ad Antiochia (2Mach. 4, 1.6); soppiantato nel sommo sacerdozio dal fratello filoellenista Giasone, O. III si garantì il diritto d'asilo nel santuario di Apollo a Daphne, sobborgo di Antiochia; uscito da esso con false promesse di incolumità, fu ucciso da Andronico, istigato da Menelao, altro usurpatore del sommo sacerdozio (2Mach. 4, 23 s.). Nell'atteggiamento di grande intercesso re per la nazione, assieme al profeta Geremia, apparve in sogno a Giuda Maccabeo, il creatore dell'indipendenza nazionale (2Mach. 15, 12 ss.). O. III è l' "Unto" ucciso di cui parla Daniele (v.) nella profezia delle 70 Settimane (Dan. 9, 26).

BIBL. - H. LESETRE. in DB. IV, col. 1815; R. RICCIOTTI, Storia d'Israele. II. Torino 1933, pp. 249-67.

Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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