Martirio


Il termine m. (***) e derivati significano "testimonianza", e nel N. T. sono usati principalmente in tal senso, al quale è connesso talvolta secondariamente il senso di sofferenza (cruenta o no) subita a motivo della testimonianza stessa. Si possono distinguere varie testimonianze:
1) quella del Padre, che di fronte alla umanità accredita il Figlio con un'azione interna in ciascun individuo (cioè col dono della fede: Io. 5, 37 s.; 6, 44 ss.) e per mezzo di Lui (Io. 5, 36; 14, 10 ecc.); anche lo Spirito Santo, i Profeti e le Scritture in genere, in particolare il Battista, testimoniano della vita e dottrina di Gesù (Io. 5, 33.39-45; 15, 26; At. 10, 43). 2) quella di Gesù stesso «testimonio fedele e verace» (Ap. 3, 14), a riguardo del Padre e della dottrina sua, resa con la predicazione e i miracoli davanti agli Apostoli, al popolo ed alle autorità giudaiche, al governatore romano (Io. 18, 37; I Tim. 6, 13: qui affiora l'idea di testimonianza data con l'accettazione cosciente della morte violenta); 3) ma soprattutto quella degli Apostoli, espressamente stabiliti da Gesù testimoni qualificati della sua risurrezione e in genere del suo insegnamento, con la prospettiva delle persecuzioni spinte fino alla morte (Mt. 10, 17-31; Le. 24, 46 ss.; Io. 15, 20 ss. 27; At. l, 8; 10, 41 ss. ecc.); essi si mostrano consapevoli di questo loro dovere e lo adempiono coraggiosamente (Io. 19, 35; 21, 24; At. 1, 21 s.; 2, 32; 5, 29-32; 10, 39-42; I lo. 1, 1 ss. ecc.), dando nello stesso tempo a Dio ed a Cristo la "testimonianza" del più grande amore (Io. 15, 13); l'affermazione di questi testimoni diretti ha evidentemente grandissimo valore storico e apologetico.
In senso alquanto più ampio son detti "martiri" i personaggi del V. T. che hanno subìto sofferenze per mantenere fede alle promesse divine, lasciando così insigne esempio ai cristiani (Hebr. 11, 1-12, 1); a loro si possono aggiungere gli eroi della fedeltà alla legge divina, come Eleazaro ed i sette fratelli Maccabei con la loro madre (2Mac. 6, 18-31; 7, 1- 41).
La "testimonianza" dovrà continuare nella Chiesa fino al suo trionfo finale da parte dei successori degli Apostoli e dei discepoli di Cristo, che devono trasmettere fedelmente la dottrina di Gesù anche se costerà la vita (Ap. 6, 9 ss.; 11, 3-12; 17, 6; 20, 4); è anzi la condizione necessaria per essere "confessati" cioè riconosciuti da Gesù davanti al Padre (Mt. 10, 32).
[L. V.]

BIBL. - E. HOCEDEZ, Le concept de martyr. in NRTh, 55 (1928) 81-99. 198-208; E. B. ALLO, L'Apocalypse, 3a ed., Parigi 1933, pp. 62-5; J. BONSIRVEN, Teologia del N. T., Torino 1952, p. 118 ss.; STRATHMANN, in ThWNT, IV, 477-520.


Autore: Padre Luigi Vagaggini
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
Visite: 71