Mari


(l'attuale Tell el.Hariri) Città mesopotamica, ritrovata sul medio Eufrate durante gli scavi francesi condotti da A. Parrot dal 1936 in poi. La sua storia ha tre diversi periodi; il primo data da un tempo anteriore a Sargon d'Accad (ca. 2360 a. C.); il secondo è contemporaneo press'a poco alla III dinastia di VI' (ca. 2070-1960) e registra la distruzione della città da parte di Hammurapi (ca. 1695); il terzo si svolge nella seconda metà del sec. XIII a. C. Il secondo ha una importanza considerevole per la storia dell'antico Oriente. Infatti sono state riesumate più di 20.000 tavolette in antico babilonese di cui 15.000 sono contratti, testi divinatori, il resto rappresenta la corrispondenza dei re di M. e fornisce preziose notizie per la geografia, toponomastica, storia politica, commerciale, religiosa della Mesopotamia del sud. Il sincronismo tra Hammurapi e Shamsi Addu I e l'abbassamento della cronologia del despota babilonese risultano da questi documenti. Nei quali figurano anche i nomi di Harran (Gen. 12), Nabor (Gen. 11) e di una quarantina di re dall'Elam ad Aleppo. Nei medesimi archivi il cavallo è già indicato come animale domestico; sono nominati gli Habiru senza risolvere l'annosa questione; si incontra molto spesso il clan dei Beniaminiti. Il termine è generico; indica gli abitanti del sud; non ha alcun rapporto con la tribù israelitica di Beniamin. Uno dei capi militari si chiama dàwidùm: l'etimologia del nome del più grande re di Giuda riceve una luce inattesa. Nei testi di M. sono attestate segnalazioni militari luminose: come in una battaglia tra Israeliti e la tribù di Beniamin (Iudc. 20, 38), in Ier. 6, 1 e negli ostraka di Lachis (VI, 11-13). Le tavolette di M. interessano l'esistenza di un profetismo semitico antico.
Il pantheon di M. conosce molte divinità del mondo assiro-babilonese e attesta un sincretismo. La storia dell'arte si è arricchita di monumenti notevoli come il palazzo di Zimrilim che si estendeva su una area di ca. tre ettari, aveva camere numerosissime, archivi e appartamenti principeschi. La sala del trono era adorna di rappresentazioni murali di sacrifici e dell'investitura del re.

BIBL. - I testi sono pubblicati sotto la direzione di A. PARROT in Archives royales de M. e trascritti e tradotti con la collaborazione di DOSSIN, JEAN, ecc.; A. PARROT, M., une ville perdue. Parigi 1948; ID., Studia Mariana, Leida 1950; ID., Les tablettes de M. et l'Ancien Testament. in RHPR, 30 (195;0) 1-11: A. LODS, Une tablette inédite de M., intéressante pour l'histoire du prophétisme sémitique, in Studies in Old Testament Prophecy, d. H.H. Rowley, Edimburgo 1950, pp. 103-110; CH. F. JEAN, Six campagnes de fouilles à Mari, in NRTh, 10 (1952) 493-517. 607-33; M. NOTH, Mari und Israel, in Beitrage zur historischen Theologie, 16 (1958) PP. 127-52. Per rapporto dei testi di M. alla questione letteraria del Pentateuco, specialmente per l'alta antichità della Genesi, cf. F. SPADAFORA, in Rivista Biblica, 2 (1954) 127 ss. 149-52.

Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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