Teofilo di Alessandria


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Vita: Patriarca di Alessandria (385-412). La sua vita venne segnata dalla controversia e da un insieme di azioni di dubbia moralità. Formalmente cancellò le tracce del paganesimo in Egitto, avvalendosi dell'appoggio di Teodosio e approfittando di ciò per distruggere e saccheggiare antichi templi come il Serapeo, il Mithraeum e il Tempio di Dioniso. Condannò l'origenismo in un sinodo di Alessandria del 401, sebbene sembri che nelle sue decisioni avesse pesato più la convenienza tattica che la preoccupazione teologica o pastorale, poiché approfittò di questo per scatenare una persecuzione contro i monaci o " rilassati fratelli " di Nitria (Dioscoro, Ammon, Eusebio ed Eutimio). Inoltre fu l'anima del triste sinodo dell'Quercia del 403 nel quale venne deposto Giovanni Crisostomo. Malgrado ciò, sembra che godette di una certa fama in alcuni ambiti monastici e viene ancor oggi festeggiato nella Chiesa copta e in quella siriaca.

Opere: Poco si è salvato delle sue composizioni letterarie. Fra le sue opere risaltano un Canone pasquale, le sue lettere (pasquali e non), il trattato Contro Origene e le sue omelie. Vedi Giovanni Crisostomo; Origene.



Autore: Cèsar Vidal Manzanares
Fonte: Dizionario di Patristica (Cèsar Vidal Manzanares)


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