Oracoli sibillini


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Il genere letterario sibillino nacque nel paganesimo dove le sibille  che a differenza delle pitonesse di Delfo non erano personaggi reali  predicevano il futuro. Il genere cominciò ad essere utilizzato dai Giudei un paio di secoli prima di Cristo e da questi passò ai cristiani. Come accadde per altri aspetti spirituali, la felice utilizzazione dei cristiani di questo genere ne motivò l'abbandono da parte dei Giudei. I vv. 249-251 del II libro degli oracoli sibillini, che è stato datato al II secolo (E. Suárez della Torre) e III (A. Díez-Macho), sono stati considerati da alcuni autori come interpolazioni cristiane e, a volte, come il primo testo in cui si fa riferimento all'intercessione della Vergine Maria (Kurfess, E. Suárez della Torre). Il passo in questione ha un dubbio appoggio testuale  come sottolineò il francescano B. Bagatti  ma, nonostante ciò, come ha segnalato C. Vidal Manzanares, l'iconografia del testo sembra suggerire che esso vada piuttosto riferito alla nazione di Israele, che intercede  ma fallisce!  in favore dei gentili. L'opera sarebbe, pertanto, interamente giudea. Mentre il passo rinvenuto in VIII, 456-472 sembra proprio essere un'interpolazione cristiana con considerevoli influenze soprattutto del Vangelo di Luca. Vedi Interpolazioni apocrife.



Autore: Cèsar Vidal Manzanares
Fonte: Dizionario di Patristica (Cèsar Vidal Manzanares)


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