Ireneo di Lione


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Vita: Nacque fra il 140 e il 160 in Asia Minore, forse a Smirne. Discepolo di Policarpo, attraverso lui si ricollega all'èra apostolica. Nel 177-178 fu inviato, come presbitero della Chiesa di Lione- continua ad esserci una controversia sull'esatta ubicazione di questa città-, presso il papa Eleuterio in qualità di mediatore nella controversia relativa al montanismo. Consacrato successivamente vescovo, mediò nella polemica sulla Pasqua sorta fra i vescovi orientali e papa Vittorio. Il suo intervento ebbe buon esito. Non sappiamo nulla del resto della sua vita.

Opere: Ireneo probabilmente è il teologo più importante del II secolo. La sua opera Contro le eresie è un'enciclopedia di eterodossie e, soprattutto, un'autentica fonte di dati sullo gnosticismo. Scrisse, inoltre, una Dimostrazione della predicazione apostolica e una serie di opere delle quali ci sono giunti soltanto alcuni frammenti o in alcuni casi soltanto i titoli (La monarchia, La Ogdoade, Sulla scienza, ecc.).

Teologia: Probabilmente spetta ad Ireneo l'onore di essere stato il primo nel formulare in termini dogmatici l'insegnamento cristiano. In campo cristologico, Ireneo considera il Figlio generato, ma non creato, rinunciando a spiegarne il mistero. La sua tesi della ricapitolazione di tutte le cose in Cristo costituisce l'asse portante della sua teologia. In campo mariologico, Ireneo continua a proporre il parallelismo formulato da Giustino fra Eva e Maria. Quest'ultima diventa l'avvocata di Eva. In campo ecclesiologico, Ireneo confida nel fatto che la Chiesa ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la vera fede che identifica " grosso modo " con il Credo degli apostoli. Tale tradizione apostolica si manifesta in special modo nella successione episcopale che può, a differenza di ciò che accade per gli eretici, ricollegarsi agli stessi apostoli. È per questo che bisogna obbedire ai " successori dei vescovi ". Fra le Chiese, la più importante e la più antica è quella di Roma, edificata da Pietro e Paolo. Probabilmente però Ireneo non intende con questo difendere il primato romano, ma l'origine più elevata- derivante dai suoi fondatori- di questa Chiesa. In campo sacramentale, Ireneo credeva che l'orazione pronunciata sul pane e sul vino durante l'Eucaristia li trasformasse in carne e sangue di Cristo. Ciò nonostante, il carattere sacrificale dell'Eucarestia viene limitato nel senso già sottolineato dalla Didachè e in altri scritti paleo-cristiani, di sacrificio simbolico di lode, tesi indiscutibilmente derivante dalla tradizione della Berakà. Per quanto riguarda il canone della Scrittura, Ireneo non include nel canone né la lettera agli Ebrei né la seconda di Pietro né quella di Giacomo né quella di Giuda. Viceversa, considera canonico il Pastore di Erma. In campo escatologico, Ireneo crede nel millenarismo e presta particolare attenzione alla figura dell'Anticristo.



Autore: Cèsar Vidal Manzanares
Fonte: Dizionario di Patristica (Cèsar Vidal Manzanares)


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