Levitico


Terzo libro del Pentateuco, che ha nome dal contenuto: tratta principalmente dei sacerdoti (tribù di Levi) e dei loro doveri. Gli Ebrei lo denominavano dalla voce iniziale wajjiqra ("e chiamò").
Conclusa l'alleanza, promulgate le leggi, eseguite le disposizioni riguardanti l'erezione del tabernacolo, dall'arca, dei due altari, ecc. (cf. Esodo), il L. dà le leggi per la santificazione degli individui e della nazione, regola il culto, promulga le norme per la classe sacerdotale. Consta di quattro parti principali e di un'appendice.

I. Leggi intorno ai sacrifici (1.7). Questi son riuniti in cinque categorie. L'olocausto, di bestiame grosso, piccolo ed uccelli (1, 3-17). Sacrificio in cruento (minhah) (2, 1-16). Sacrificio pacifico, di bestiame grosso, pecore e capre (3, 1.16); principio generale sul grasso e sul sangue (3, 17). Sacrificio di purificazione od espiazione, per il sommo sacerdote, per tutto il popolo, per un capo, per un privato cittadino (4, 1-35), casi particolari (5, 1-6) e sacrifici espiatori per i poveri (5, 7.13). Sacrificio di riparazione o di ammenda (5, 14-26: Volg. 5, 14-6, 7). Compiti dei sacerdoti nei precedenti sacrifici e diritti sulle offerte (6, 1-7, 34: Volg. 6, 8-7, 24). Conclusione generale della prima parte (7, 35- 38: Volg. 7, 25-23).

II. Consacrazione degli arredi del Santuario e dei sacerdoti (c. 8); inizio del culto da parte di questi (c. 9); Nadab e Abiu puniti per aver usurpato un ufficio sacro (10, 1-7). Ulteriori specificazioni di alcuni doveri sacerdotali (10, 8-20).

III. - Leggi per la mondezza legale (11-16): dei cibi; animali (v.) puri e impuri (11). Purificazione della puerpera (12); purificazione della lebbra ed altre malattie della pelle: identificazione del male (13, 1-59), rito di purificazione del lebbroso (14, 1-32) e della sua casa (14, 33-57). Immondezza sessuale e relative purificazioni: per l'uomo (15, 1.18) e per la donna (15, 19-33).
Rito per il gran giorno dell'espiazione o purificazione generale del santuario, dei sacerdoti e del popolo (16).

IV - 1) Leggi per la santità 17-23. Serie di disposizioni così denominate dalla frase spesso ripetuta: «siate santi perché io sono santo, Iahweh vostro Dio». Disposizioni generali per tutti: uccisione di animali, unità del santuario, legge del sangue (17, 1-16); divieti che regolano gli atti sessuali (c. 18); prescrizioni varie: morali, religiose, sociali, culturali (19, 1-37); castighi per i trasgressori delle leggi cultuali (20, 1-7) e di quelle sessuali (20, 8.21); conclusione generale ai cc. 17-20 (20, 22.27). Disposizioni particolari riguardanti i sacerdoti per la loro speciale santità: tutti i sacerdoti (21, 1-9), il sommo sacerdote (21, 10-15); impedimenti al sacerdozio (21, 16-24); santità dei sacerdoti nella consumazione delle sacre oblazioni (22, 1-9) ed esclusione dei laici non appartenenti a famiglia sacerdotale (22, 17-33).

2) Sezioni diverse. Feste dell'anno e relativi rituali: sabato (23, 1-4), Pasqua e azimi (23, 5 ss.), offerta del primo manipolo (23, 9-14), pentecoste (23, 14.22), capo d'anno e gran giorno dell'espiazione (23, 23-32), tabernacoli (23, 33-36.39-44). Prescrizioni per la fiamma perpetua nel santuario (24, 1-4) e per i pani di presentazione (24, 5-9; v.); pena del bestemmiatore e legge del taglione (24, 10.23).

Anno sabatico (25, 1-7) e anno giubilare (25, 8-55). Conclusione finale dell'opera: benedizioni per chi osserva le prescrizioni (26, 1-13), maledizioni per chi le trasgredisce (26, 14-43), trionfo della divina bontà del Dio dell'alleanza (26, 44 ss.). Appendice: voti, tariffe e riscatti per uomini (27, 1-8), animali (27, 9-13), cose (27, 14 s.), campi (27, 16-25); primogeniti (27, 26 s.), voti per interdetto (27, 28 s.), decime (27, 30-34).

«La santità anche rituale, inculcata insistentemente ai sacerdoti e al popolo, procede da un motivo, altamente religioso III, 14; 22, 9-16); s'ispira alla santità stessa di Dio, che toglie a modello (19, 2; 20, 8. 24 ecc.). Leggi e prescrizioni han per oggetto la salvaguardia di una vita veramente religiosa (cf. 18, 21; 19, 4. 26 ss. 31 ecc.). E le prescrizioni morali completano e dimostrano tale elevatezza di sentimenti, cf. proibizioni e gravi sanzioni per i peccati contro natura (18); per le ingiustizie contro il prossimo (19); doveri di carità (19, 17 s.; cf. Mc. 12, 31) anche verso lo straniero (Lev. 19, 32 s.» (Spadafora).

I moderni esegeti cattolici ritengono l'autenticità mosaica sostanziale del L., non escludendo che alcuni precetti abbiano subito aggiunte o modifiche. «Mosè trovò l'uso dei sacrifici stabilito e radicato presso tutti i popoli. Nelle tavolette di recente scoperte a Ras Shamra (l'antica Ugarit) nella Fenicia settentrionale, anteriori di qualche secolo a Mosè, sono menzionate le medesime specie di sacrifizi, perfino con i medesimi nomi (per l'affinità delle due lingue) che nel Pentateuco; Mosè con le sue leggi non fece che regolare e consacrare al culto del vero Dio un cerimoniale già prima praticato» (A. Vaccari; cf. R. Dussaud, Ras Shamra et l'A.T., Parigi 1936 pp. 109-13), complemento al Decalogo, sostanza dell'alleanza (v.) tra Dio e il popolo. Tra i manoscritti del Mar Morto, scoperti nel 1947, sono 4 frammenti del L. 19, 31-34; 20, 20.23; 21, 14.22; 22, 4 s. scritti nell'antica scrittura di Lachis (sec. VI a. C.) e attribuiti dal VI (A. Neher) al IV sec. a. C. (R. De Vaux); in un testo esattamente uguale al testo masoretico.
G. N. Signore abrogò le leggi cerimoniali del Vecchio Testamento. I sacrifici levitici prefigurano l'unico e perfetto sacrificio della Croce (Hebr. 9, 9-10, 10).

[L.M - F.S.]
BIBL. - A. VACCARL La S. Bibbia, I, Firenze 1943, pp. 275-340: A. CLAMER, Le Lévitique (La Ste Bible, ed. Pirot, 2), Parigi 1946, Pp. 7-207; F. SPADAFORA, in Enc. Catt. It., VIII, col. 1235 ss.


Autore: Padre Luigi Moraldi; Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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