Eustazio di Antiochia


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Vita: Nacque a Side in Panfilia e fu vescovo di Berea prima di esserlo di Antiochia nel 323-324. Esponente della fede ortodossa a Nicea (325), l'anno seguente fu deposto da un sinodo ariano e nel 330 Costantino lo esiliò a Traianopoli. Morì prima del 337, anno in cui Costantino permise il ritorno dei vescovi esiliati.

Opere: È conservato integralmente solo un opuscolo Sulla pitonessa di Endor contro Origene, nel quale attacca il metodo allegorico di interpretazione della Scrittura. Per il resto delle sue opere ci sono pervenuti solo frammenti.

Teologia: Loofs ha sostenuto la tesi che Eustazio fosse un tipico rappresentante della scuola di Antiochia, il che è stato negato da M. Spanneut. Per questo motivo si è creduto, in vari casi, che Eustazio fosse un successore di Paolo di Samosata e un precursore di Nestorio, ma si ha l'impressione che tale accusa non corrisponda alle fonti. Eustazio elaborò una teologia contraria a quella del Logos-uomo che poteva essere utilizzata dagli ariani per difendere la tesi che vedeva Cristo in possesso di un corpo senza anima, attribuendo al Logos tutte le mutazioni, privandolo così della sua divinità. Se è vero che in alcune occasioni la terminologia di Eustazio non fu molto felice- per esempio denominare Cristo " uomo teoforo "-, lasciando con ciò spazio a interpretazioni distorte, non lo si può certamente considerare un precursore del nestorianesimo (J. N. D. Kelly). Vedi Ario; Paolo di Samosata.



Autore: Cèsar Vidal Manzanares
Fonte: Dizionario di Patristica (Cèsar Vidal Manzanares)


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