Eunomio di Cizico


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Vita: Sappiamo poco dell'infanzia dell'indiscutibile capo del neo-arianesimo. Studiò, sembrerebbe, stenografia e, dopo essere stato ordinato diacono, nel 360 fu promosso alla sede di Cizico. Da questa città venne espulso dal popolo stanco del suo forbito linguaggio. Passò quindi a Costantinopoli di cui si considerava vescovo titolare. Alla morte di Aezio, divenne il capo principale dei neo-ariani, e si ritirò nella sua proprietà di Calcedonia. Nel 383 partecipò al sinodo di Costantinopoli, venendo esiliato poco dopo da Teodosio. Morì sul finire del IV secolo.

Opere: Benché fosse un fecondo autore, ci sono pervenuti soltanto frammenti della sua opera letteraria, poiché dopo il 398 vennero promulgati diversi editti imperiali nei quali si ordinava la distruzione di tutta la sua opera. Si conserva la sua prima Apologia- confutata da Basilio il Grande- nella quale Eunomio insiste nell'affermare che il Figlio non è della stessa natura del Padre. Della sua seconda Apologia rimane qualche frammento e nulla delle sue Confessioni di fede, del suo Commentario alla lettera ai Romani e delle sue lettere. Vedi Aezio; Ario; Basilio il Grande.



Autore: Cèsar Vidal Manzanares
Fonte: Dizionario di Patristica (Cèsar Vidal Manzanares)


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