Diodoro di Tarso


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Vita: Nacque ad Antiochia e venne educato in questa città. Fu uno degli alunni di Silvano e di Eusebio di Emesa. Divenne capo di una comunità monastica vicino ad Antiochia. Come maestro della scuola di questa città, difese il simbolo Niceno ed ebbe come alunni Giovanni Crisostomo e Teodoro di Mopsuestia. Si oppose validamente al progetto di Giuliano di operare una restaurazione del paganesimo e questi lo denigrò duramente. Valente, il successore di Giuliano, lo esiliò nel 372 in Armenia. Alla morte dell'imperatore, Diodoro tornò ad Antiochia essendo stato nominato vescovo di Tarso e Cilicia nel 378. Partecipò al concilio di Costantinopoli nel 381. Morì verso il 394. Nel 438 Cirillo di Alessandria lo accusò come responsabile dell'eresia di Nestorio e ciò provocò la condanna per eresia un secolo dopo la sua morte, nel sinodo di Costantinopoli del 499.

Opere: Sembra che Diodoro abbia scritto una sessantina di trattati, ma soltanto pochi frammenti sono giunti fino a noi, molto probabilmente perché i suoi avversari in campo teologico distrussero le sue opere. La perdita risulta grave specialmente per ciò che riguarda i suoi commenti biblici, poiché Diodoro seguiva un metodo esegetico di tipo storico e grammaticale.



Autore: Cèsar Vidal Manzanares
Fonte: Dizionario di Patristica (Cèsar Vidal Manzanares)


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