Lazzaro di Bethania
Autore: Mons. Bruno Pelaia
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaAlla tesi avversaria, ancorata nel preconcetto dell'impossibilità del miracolo (v.), opponiamo: a) il silenzio dei Sinottici, non deve fare alcuna meraviglia; è noto, infatti, che essi hanno omesso il ministero di Gesù nella Giudea (dove avvenne il nostro miracolo), eccetto gli avvenimenti della settimana santa, per fermarsi al ministero galilaico; inoltre, non va dimenticato il carattere "integrativo" del IV Vangelo: b) né si dica che i Sinottici avessero bisogno di questo episodio per la loro "apologetica", perché essi conoscono e narrano altre risurrezioni, non meno sorprendenti (Mt. 9, 18-26; Lc. 7, 11-15); c) se tutta la ragione di negare la storicità, del miracolo è riposta nel silenzio dei Sinottici, sarà lecito chiedere ai nostri critici, perché allora non ammettono come fatto storico un'altra risurrezione, quella di Gesù, concordemente narrata dai Sinottici e da Giovanni. Sull'attività di L. dopo la risurrezione, non abbiamo alcuna notizia attendibile; è quindi leggenda, quanto viene narrato del suo ministero nella Provenza e della sua elevazione a vescovo di Marsiglia. La Chiesa venera L. come santo, e il Martirologio Romano ne fa menzione il 17 dicembre.
[B. P.]
BIBL. - L. C. FILLION, Vita di N. S. G. C . trad. ital., III, Torino-Roma 1934. pp. 157-170. 532-535; P. RENARD, Lazare de B., in DB, IV, coll. 139.-141; M. LEPIN, La valeur historique du IV Ev., 2 voll., Parigi 1910; M.- J. LAGRANGE, Ev. sel. St. Jean, Parigi 1925, pp. CXXII-CXLII; L. DE. GRANDMAISON. Jésus Christ, Parigi 1931, I, pp. 171-88; 1. HUBY, L'évangile et les évangiles, Parigi 1929, pp. 230-98.