Apocrifo


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Originariamente il termine non soleva indicare un testo falso oppure escluso dal canone ma, al contrario, tutto ciò che era da considerarsi tanto sacro da non poter essere letto pubblicamente. Alcune di tali opere furono considerate canoniche secondo la testimonianza di Girolamo (Epist. CVIII, 12; e Prol. gal. in Samuel et Mal.) e di Agostino di Ippona (CD, XV, 23, 4). Soltanto successivamente in molti di questi scritti, benché legati al nome di un apostolo, si rintracceranno contenuti eretici giungendo in tal modo a identificare il termine " apocrifo " con quello di falso, spurio o non accettabile. Benché il valore storico di un apocrifo sia minimo, è certo che costituisca uno strumento importante per addentrarsi nello studio del cristianesimo eterodosso e anche per comprendere alcuni aspetti dell'arte cristiana. Gli apocrifi possono classificarsi in: 1. Interpolazioni negli apocrifi dell'Antico Testamento, 2. Vangeli apocrifi, 3. Atti apocrifi degli apostoli, 4. Apocalissi apocrife, 5. Lettere apocrife degli Apostoli. Vedi Apocalissi apocrife; Atti apocrifi; Interpolazioni negli apocrifi; Lettere apocrife.



Autore: Cèsar Vidal Manzanares
Fonte: Dizionario di Patristica (Cèsar Vidal Manzanares)


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